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Russia e Kazakistan vietano slip in pizzo: le donne scendono in piazza per protesta

E’ polemica in Russia, Bielorussia e Kazakistan per il divieto di produzione, distribuzione, importazione e vendita di mutande in pizzo, in vigore dal 1° luglio prossimo. E’ stato Valerij Koreshkov, il ministro di Regolamentazione Tecnica dell’Unione Doganale Euroasiatica, di cui i succitati Paesi fanno parte, a comunicare la tassativa proibizione dell’uso di materiali sintetici nella produzione degli slip in pizzo.slip in pizzo vietati

Si tratterebbe di una questione di “igroscopicità del materiale”, ovvero la capacità di assorbire liquidi che i materiali sintetici non avrebbero, non rispettando, quindi, gli standard tecnici stabiliti per le materie prime. La legge vieterà dunque l’uso di biancheria intima che non contenga almeno il 6% di cotone, a fronte del 3-3,6% attualmente in uso nelle mutandine in pizzo che si trovano in commercio, e poco importa se prodotte in loco o importate dall’estero.

Per protestare contro questa norma, domenica 16 febbraio 30 donne dei paesi membri dell’Unione Doganale Euroasiatica sono scese in piazza al grido di “Libertà di mutandina”, esibendo slip di pizzo sulla testa. Ma la loro ‘rivolta’ è stata bloccata sul nascere dalla polizia che le ha subito fermate e arrestate. Tale provvedimento, stando ad una stima fatta dalle aziende tessili russe, darà un contraccolpo al settore economico dei Paesi della Federazione, dove ogni anno sono venduti più di 4 miliardi di dollari di biancheria intima. Gli analisti hanno infatti previsto che il 90% della biancheria intima scomparirà dagli scaffali dei negozi, destinati quindi a svuotarsi.

 

 

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