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Sabatini su Gerson: “La 10 della Roma gliel’ho spedita io”

La Roma ha chiuso l’affare per Gerson Santos del Fluminense. Stamattina, il giovane trequartista brasiliano è arrivato a Fiumicino con il volo proveniente da Rio de Janeiro AZ673. Oggi il ragazzo firmerà il contratto che lo legherà alla Roma per 5 anni. L’operazione dovrebbe essere di 15 milioni di euro più bonus, oltre che una percentuale su una futura vendita in favore del Fluminense. Domani il ragazzo sarà presente all’Open Day e guarderà i suoi futuri compagni giocare contro il Siviglia. Poi tornerà in Brasile fino a gennaio e, probabilmente, verrà girato in prestito sino a giugno prossimo ad un club di Serie A. Dopo la famosa foto (visibile sotto) circolata ieri di Gerson che lo ritraeva con in mano la maglia numero 10 giallorossa col suo nome, è scoppiato un polverone a livello mediatico e tra i tifosi, che non vogliono pensare minimamente ad un sostituto di Capitan Totti. Walter Sabatini, per questo motivo, intervenuto ai microfoni di Roma Radio, ha voluto chiarire come mai il giocatore brasiliano è in possesso di questa maglia:

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“Gli ho spedito la 10 per stuzzicarlo, motivarlo. Nessuno voleva offendere nessuno, però basta con questa storia. E’ insopportabile. Noi portiamo calciatori della Roma, questo ragazzino non c’entra niente con questa storia, rispettatelo con decoro e dignità, perché ha fatto una scelta importante”. Replicherà le giocate di Totti? “Nessuno ne sarà mai in grado. Il passaggio che ha dato a Gervinho bisognerà aspettare 10 anni per rivederlo. Che c’entra col rispetto per il giocatore? Sono l’unico responsabile del fatto che questo bambino abbia la numero 10. L’ho fatto per convincerlo. Una squadra che forse tra qualche tempo perderà il suo miglior campione. Gerson ha esibito una maglia”.

“La Roma si sta attivando da sempre per essere competitiva. Ma non può essere sempre frastornata da chiacchiere inutili. Queste parole su Totti dietro quali operano certi personaggi non vanno bene. Basta che dietro Totti si scatenino arringhe. Noi lo amiamo, lo stimiamo e gli vogliamo bene. Lo accompagneremo per tutta la vita se vorrà, però lasciate vivere gli altri. La Roma non può essere vittima di agguati quotidiani”.

Un gesto, quello di Gerson, incompreso. Perché mentre lui voleva mostrare tutto il suo entusiasmo per la nuova avventura in giallorosso, i tifosi capitolini lo hanno visto quasi come un oltraggio all’insostituibile Francesco Totti. Una gaffe che potrebbe essere subito dimenticata, se il giocatore si mettesse in mostra e dimostrasse il suo valore.

Il tweet di Gerson

Gerson

Written by Giuseppe Cubello

Studente all'Università Magna Graecia di Catanzaro. Innamorato dello sport. Sogno di diventare presto giornalista pubblicista.

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