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Sabrina Malipiero uccisa a Pesaro, killer reo confesso ritratta: “Non sono stato io, indagate su altri”

Sabrina Malipiero uccisa a Pesaro, il killer reo confesso ha ritrattato. Il marocchino 38enne, Zakaria Safri, da 20 anni residente in Italia, ha fatto dietrofont, ieri, durante l’interrogatorio per la convalida del fermo. Arrestato per avere confessato il delitto della commessa di 52 anni, madre di due figli grandi e separata, adesso nega ogni addebito e invita i magistrati ad indagare su altre persone. L’uomo, interrogato ieri mattina 17 luglio in udienza di convalida del fermo da parte del gip Giacomo Gasparini, ha fatto marcia indietro, smentendo la confessione che aveva reso domenica all’alba, dopo il ritrovamento del cadavere della donna, prima picchiata poi accoltellata al morte allo sterno e al collo. Sabrina aveva aperto la porta al suo assassino, frequentatore abituale della sua casa, sebbene al momento non siano trapelati altri dettagli sulla natura del loro legame. Sarebbe stata esclusa la relazione sentimentale.

Adesso Zakaria Safri ripete ciò che aveva già raccontato subito dopo essere stato fermato dai carabinieri: “Non sono stato io a uccidere Sabrina, io sono solo arrivato e l’ho trovata a terra agonizzante. Le ho tolto il coltello dalla gola e sono fuggito via con la sua macchina per paura che mi incolpassero”. Una tesi che ha sostenuto per cinque ore, prima di confessare l’omicidio, ora ritrattato. A suo carico, però, graffi sul corpo, segno di colluttazione con la vittima, e sangue della donna.

Sabrina Malipiero uccisa a Pesaro, il killer marocchino di 38 anni confessa: «Avevo assunto cocaina!

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Il marocchino ha agito sotto l’effetto della cocaina, su sua stessa ammissione; droga che secondo alcune indiscrezioni giornalistiche era già presente nella casa della vittima. Ma ora Safri ripete: “Indagate su altri, non sono io il responsabile della sua morte”.  Un cambio di versione inaspettato quello avvenuto ieri. Quando fu arrestato il marocchino 38enne ammise gli addebiti dopo ore di domande. Disse di aver perso la testa, di aver agito sotto l’effetto della cocaina e di non ricordare più nulla. Di non sapere il perché del delitto. Ora però cambia tutto.

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