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Sabrina Misseri, no alla scarcerazione da parte della Cassazione perché pericolosa

Una personalità portatrice di accentuata pericolosità e propensione a delitti della specie di quelli per cui si procede”. Con questa motivazione la Corte di Cassazione ha negato, lo scorso 27 giugno, a Sabrina Misseri gli arresti domiciliari. L’estetista ventiseienne condannata in primo grado all’ergastolo insieme alla madre Cosima Serrano per l’omicidio della cugina Sarah Scazzi, un omicidio avvenuto ad Avetrana il 26 agosto 2010, rimarrà dunque in carcere.

Michele Misseri omicizio sarah scazzi

Secondo la Suprema Corte il comportamento di Sabrina Misseri è stato ritenuto pericoloso per: “gli articolati riferimenti alla molteplicità ed estrema gravità dei fatti delittuosi commessi, alla propensione manifestata dalla Misseri ad ostacolare l’accertamento della verità, alle modalità odiose di consumazione dei delitti, all’inquietante atteggiamento tenuto nelle interrelazioni familiari e parentali, al movente futile e alla spregiudicatezza manifestata” tutto ciò ha quindi portato a ciò che la Suprema Corte ha deciso conseguentemente alle premesse fatte scrivendo: “ correttamente e non illogicamente risultano complessivamente valorizzati per escludere sia l’insussistenza di esigenza cautelari sia la sussistenza di elementi specifici idonei a dimostrare positivamente che dette esigenze potevano essere soddisfatte con altre misure”.

Cosa penserà, ora, Michele Misseri che, appresa la notizia che alla moglie e alla figlia era stato dato l’ergastolo aveva commentato dicendo: “Certo mi sono sentito male quando ho sentito la parola ergastolo, ma questo ormai già me lo aspettavo. Si sapeva già dall’inizio che erano tutti contro Sabrina e Cosima”?

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