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Saint-Exupéry autore de “Il Piccolo Principe” indimenticabile mito a 70 anni dalla morte

Il 31 luglio 1944 lo scrittore francese Antoine Saint-Exupéry scomparve misteriosamente, dopo essere decollato dalla base militare di Borgo, in Corsica, diretto a Lione con un Lockheed P-38. Di lui non si avranno più notizie. Né l’avvistamento del relitto di un aereo uguale al suo, sui fondali marsigliesi a oltre 60 metri di profondità, né la testimonianza del pilota tedesco ultra ottantenne che lo avrebbe abbattuto ci daranno la certezza sulla sua scomparsa.

PiccoloPrincipe scritto da Saint Exupery morto 70 anni fa

L’esistenza di Saint- Exupéry avvolta così nella leggenda, è stata breve certamente , ma intensa e avventurosa. Nato il 29 giugno 1900 a Lione, fu un aristocratico aviatore, che scoprì nuove rotte tra l’Europa, l’Africa e il Sud America, ma anche un’originale scrittore, giornalista e inventore. Egli è passato alla storia con il testo metaforico e commovente del “Il Piccolo Principe”, impreziosito da struggenti acquerelli, ben presto divenne un bestseller. Oggi, rientra tra i libri più letti al mondo con 150 milioni di copie vendute in 275 edizioni, tradotto in altrettante lingue.

Il fascino del volo dell’aviatore Saint-Exupéry è lo stesso del Piccolo Principe, il bambino che viene dall’asteroide B612. Lo scrittore vuole volare: a 12 anni sale per la prima volta su un piccolo aereo, dopo aver preso il brevetto di pilota lavorerà nella Compagnia Latécoère-Aéropostale diventando un pilota famoso e nello stesso tempo uno scrittore di successo. Il 30 dicembre del 1935 precipita tra le dune sabbiose del deserto libico, dove viene ritrovato stremato da una carovana di nomadi. Così anche è il Piccolo Principe che nel deserto parla della sua rosa capricciosa e fragile divenuta amica della volpe. Una favola, dunque, che è quasi un’autobiografia della sua anima in volo per allontanarsi da due conflitti mondiali, lontano dagli adulti come il re, il vanitoso, l’ubriacone, l’uomo d’affari e il geografo che non s’interrogano “se in qualche luogo, non si sa dove, una pecora ha, sì o no, mangiato una rosa”, “perché “i grandi non capiranno mai che questo abbia tanta importanza”.

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