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Salario minimo, Calenda (Pd): «Parlerei col governo e direi: se lo fate lo votiamo»

«Salario minimo? Io parlerei col governo e direi: se voi fate il salario minimo lo votiamo, questo non vuol dire tendere la mano al M5S, vuol dire fare la cosa giusta». Carlo Calenda ha le idee chiare su come rilanciare l’opposizione al governo gialloverde targata Pd. Dopo la vittoria alle primarie di Nicola Zingaretti sono in molti dentro ai Dem a farsi sentire, tra cui l’ex ministro dello Sviluppo Economico del governo Gentiloni e promotore del manifesto “Siamo Europei”.
Intervenendo ai microfoni di Radio Cusano Campus Calenda ha affrontato diversi temi: dal salario minimo, appunto, al reddito di cittadinanza, dagli incentivi alle imprese all’Europa.

chi è carlo calenda

Sul reddito di cittadinanza e sul salario minimo

«Massimo rispetto per le persone che vanno a chiedere questo reddito – ha affermato Calenda – Io penso che dare un supporto alle persone in stato di povertà sia giusto e civile, il nostro reddito di inclusione è stato troppo piccolo e fatto troppo tardi. Detto questo, il reddito di cittadinanza varato dal governo è sbagliato. In un Paese in cui la vera emergenza sono i salari bassi, fare un reddito di cittadinanza più alto del salario medio e che anche gli operai contribuiscono a pagare è sbagliato. Si poteva aumentare il Rei e allo stesso tempo intervenire sui salari bassi con un altro provvedimento. Con questa misura del governo, per alcune persone sarà più conveniente tenere il reddito di cittadinanza e lavorare in nero, piuttosto che accettare un lavoro dipendente. Non si fa l’opposizione in modo ideologico, il Pd ha fatto una proposta sul salario minimo, il M5S l’ha riproposta, io penso che questa cosa vada fatta, non mi interessa chi la propone. E questo non vuol dire tendere la mano al M5S, vuol dire fare le cose giuste. Io parlerei non col M5S ma col governo e direi: se voi fate il salario minimo a queste condizioni noi lo votiamo, fine della storia».

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La notizia del giorno: oggi nasce ufficialmente il reddito di cittadinanza. . Dal 6 marzo gli italiani possono fare richiesta per ricevere un sussidio mensile statale pari a 780 euro (variabile in base a una serie di condizioni). . Alle 14 le domande presentate sono state 29.000. La ressa che si temeva non c'è stata. Anche perché sono stati rispettati i consigli delle Poste Italiane sullo scaglionamento: come si vede in foto, è stato chiesto di presentarsi in diversi giorni in base all'iniziale del cognome. . In questa prima giornata, molte delle persone che sono andate agli sportelli hanno solo chiesto informazioni dettagliate su requisiti e procedure per la presentazione delle domande. . Inizialmente con la card del reddito si possono acquistare solo cibo e medicinali in farmacia, oltre a pagare le bollette e fare un prelievo in contanti e un bonifico mensile per auto o affitto. I soldi non usati alla fine del mese vengono azzerati. . . . Tutte le altre notizie nelle storie. . #news #notizie #reddito #cittadinanza #dimaio #economia #giornalismo #giornalista #newsletter #italy #redditodicittadinanza #notizia #governo #soldi #poste #inps #card #newsoftheday #italia #milano

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I consumi ripartiranno? «Sono un po’ scemotti se pensano questo»

Per il governo col reddito di cittadinanza ripartiranno i consumi. «Sono un po’ scemotti se pensano questo – ha detto Calenda a Radio Cusano Campus – Il problema è che i prodotti comprati da chi ha redditi bassi sono per la maggior parte importati, quindi non fanno crescere il pil. La questione è che il reddito di cittadinanza si fa per aiutare chi è in condizione di povertà, se poi si vuole anche stimolare la crescita del pil allora bisogna stimolare gli investimenti».

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Sulle imprese

«Le imprese italiane nell’ultimo anno hanno investito più di quelle europee grazie a Industria 2.0 –  ha affermato Carlo Calenda – Questo vuol dire che una parte del sistema imprenditoriale ha funzionato. L’altra parte è malata, funziona male, soprattutto perché ha dimensioni molto piccole e questo fa sì che anche gli stipendi siano molto piccoli. Non è una categoria unica l’impresa italiana. Resta un fatto: in un’economia di mercato il lavoro si crea stimolando gli investimenti delle imprese».

Sull’Europa

«Facciamo finta che domani tutte le regole europee saranno abolite. Il debito però rimane. Se vai sul mercato a chiedere i soldi il mercato te li dà? La risposta è no. Il problema non è quello che dice l’Europa perché ci sono Paesi in procedura d’infrazione da anni, il problema è il nostro debito pubblico. Noi spendiamo 15 miliardi per reddito di cittadinanza e quota 100, si poteva fare una scelta differente. Anziché fare quota 100, si mandava in pensione prima chi fa lavori usuranti, si rafforzava il reddito di inclusione ma non come il reddito di cittadinanza e si tagliavano le tasse sul lavoro».

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Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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