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Saldi estivi anti-crisi, da oggi in tutta Italia

Saldi estivi partiti.  Un’occasione ovviamente golosa, vista la crisi economica che ancora attanaglia il nostro Paese, per tutti i consumatori italici.

Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia spendera’ in media per l’acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo 229 euro – meno di 100 euro a testa – per un valore complessivo di 3,6 miliardi di euro. Il richiamo delle offerte estive è sempre forte anche se negli ultimi anni è calato anch’esso, a dimostrazione inequivocabile del ridotto potere d’acquisto (cioè il reddito disponibile tolte le spese “fisse”) delle famiglie italiane.

Siamo consapevoli – sottolinea Renato Borghi, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Federazione Moda Italia – delle difficoltà che attraversano le famiglie italiane, pertanto è prevedibile un leggero calo rispetto all’anno scorso con uno scontrino medio intorno ai 100 euro. Siamo peraltro fiduciosi che i saldi, che preferisco definire di ‘inizio stagione’, sapranno incontrare le più diversificate esigenze dei consumatori, sia per quantità, qualità e assortimento dei prodotti invenduti, che per gli sconti che prevediamo possano superare il 40%. Le vendite in questo periodo, insomma, pur in un contesto difficile, potranno dare effervescenza alle vendite e rappresentare per i consumatori italiani e i turisti stranieri un’occasione per acquistare quei capi d’abbigliamento desiderati nel corso della stagione”.

Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, la stessa Confcommercio ha ricordato alcuni principi di base: 1)Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme; in questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto; 2)Prova dei capi: è rimesso alla discrezionalità del negoziante; 3)Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la relativa convenzione; 4)Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo ma nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso; 5) Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

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