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Salento Lorenzo Toma morto in discoteca, il prefetto: “Il Guendalina non verrà chiuso”

Continuano le indagini per far luce sulla tragica morte di Lorenzo Toma, il 18enne di Lecce deceduto per un malore all’alba di domenica 9 agosto, fuori dalla discoteca “Guendalina”, a Santa Cesarea Terme. Alle 6.40 la telefonata al 118, ma quando i soccorsi sono giunti sul posto era già privo di sensi. Lorenzo si è sentito male fuori dal locale: “Ha detto: ho caldo, mi tolgo la maglietta”, raccontano i membri della sua comitiva che lo hanno visto accasciarsi al suolo e morire subito dopo.

“Io ho visto un ragazzo, avrà avuto tra i 18 e i 24 anni, aveva gli occhiali da sole, i capelli castani, alto normale: a un certo punto ha teso una bottiglia di Lemonsoda verso Lorenzo, invitandolo a bere. E lui ha bevuto, ha fatto un paio di sorsi” – ha raccontato un’amica di Lorenzo – “Dieci minuti dopo Lorenzo si è sentito male. Una congestione? Non so, la bottiglia non era ghiacciata, non ho visto la brina. Se gli troveranno la droga in corpo, di certo non l’ha voluta lui”.

Dopo il ‘caso Cocoricò’ e la polemica scaturita in seguito alla chiusura per 4 mesi imposta dalla procura di Rimini, il prefetto di Lecce, Claudio Palomba, ha deciso, a seguito di una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica svoltosi oggi pomeriggio, che non sarà preso nessun provvedimento di chiusura nei confronti del locale “Guendalina”, pur disponendo ulteriori accertamenti sul rispetto delle norme che regolamentano la gestione del locale. In particolare andrà accertato se siano stati violati i regolamenti relativi all’orario di chiusura e alla capienza della discoteca. Intanto si attende di conoscere l’esito dell’autopsia sul cadavere del 19enne e di conoscere la causa della morte.

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