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Salmone Ogm: al via negli USA la produzione del salmone geneticamente modificato

L’azienda biotech americana AquaBounty Technologies ha ricevuto il via libera dalla Food and Drug Administration, l’agenzia governativa statunitense che si occupa di regolamentare il mercato del cibo e dei farmaci, per partire con il progetto per un salmone geneticamente modificato per scopi alimentari. Secondo quanto previsto dall’azienda infatti, il salmone “Frankenstein” crescerà molto più in fretta rispetto al pesce naturale e mangerà meno grazie alla modifica del suo DNA, abbattendo quindi i costi di produzione e l’impatto ambientale dell’acquacoltura.

Secondo quanto previsto, il salmone Ogm crescerà nella metà del tempo del salmone naturale atlantico il quale impiega tre anni per raggiungere la maturità. Malgrado la partenza prevista per quest’anno, i primi salmoni geneticamente modificati non arriveranno sulle tavole degli americani prima del 2018.

Per il momento il salmone geneticamente modificato potrà essere allevato solo in alcune vasche in due stabilimenti, uno in Canada e uno a Panama, severamente regolamentati per evitare che avvenga qualsiasi tipo di contatto con l’ecosistema marino naturale. Solo dopo un’attenta valutazione dell’allevamento in queste zone isolate, si potrà valutare uno spostamento lungo le coste. Intanto, Coldiretti in un comunicato stampa chiede che “di fronte ad un’escalation nell’applicazione delle biotecnologie al regno animale, occorre intervenire tempestivamente con un adeguamento delle normative comunitarie, per impedire l’importazione di questa preoccupante novità”.

Credit Foto:  Sekar B / Shutterstock

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