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Salone del libro 2013: “Dalla luce alla notte”, incontro con Marco Alemanno sul libro dedicato a Lucio Dalla

“Mi sembrava di avere davanti un bambino di 9 anni”. Ieri al Salone di Torino , durante un incontro che ha richiamato l’attenzione di diverse centinaia di persone,  Marco Alemanno ha presentato il suo libro, “Dalla luce alla notte“. Un  Lucio Dalla probabilmente nascosto ai più, raccontato da Marco Alemanno, in modo semplice ma profondo, diretto ma riflessivo, forte ma delicato. Alla kermesse torinese, a ricordare il cantante bolognese c’era un altro pezzo di storia della musica italiana, un maestro, meglio ancora un professore, Roberto Vecchioni. I due per quasi un’ora si sono scambiati  aneddoti e ricordi dai quali è emerso, come altrimenti non poteva essere, un artista di altissimo livello, non solo musicalmente.

 Alemanno e Vecchioni Salone del libro 2013

Se sei un artista,  ha spiegato infatti magistralmente Vecchioni, “lo sei sempre,  quando canti, quando sei in famiglia, o quando vai al cesso”. “Anche quando era bugiardo – ha raccontato il compagno di una vita forse breve ma incredibilmente intensa – era comunque un bambino (…) affetto da malattie come Presepite e Alberosi in periodo natalizio (che per Dalla iniziava a novembre). C’era la ‘stanza dello scemo’, da lui stesso definita così’, adibita a cinema, che a Natale diventava tutta illuminata, in ogni angolo”. Lucio era così e quel suo lato infantile, ricordato in modo appassionante da Alemanno, era costantemente e completamente trasferito nell’arte. Dalla infatti, per Vecchioni  “non era mai scontato, aveva la capacità di sorprendere, anche quando parlava di cose di cui avevano già parlato tutti”.

E ancora, “l’eccezionale nel popolare”, espressione che il professore utilizza per introdurre il suo personale ricordo dell’Anno che verrà, vero e proprio vessillo della vita quotidiana che scorre e che sventola altissimo nel panorama della musica italiana. “Per omaggiare quel capolavoro, scrissi ‘L’anno che è venuto’, che ovviamente non ebbe lo stesso successo. Lucio, senza conoscere minimamente la canzone, entrò improvvisamente in sala di registrazione e si mise a suonare il flauto. Che note che uscirono..”.  “Probabilmente un altro avrebbe trovato il modo di inserire la parola ‘Aldo’ nel testo, ma lui no”. Perchè non poteva essere così banale, ha lasciato intendere Vecchioni . Quel “Qualcuno sparirà”  ha spiegato Alemanno, era riferito ad Aldo Moro.

Dalla luce alla notte. Salone del libro 2013

Alda Merini, era come Lucio.  La Merini e Dalla si conoscevano molto bene. “Quando andavi a casa sua sui Navigli (a Milano, ndr), non sapevi mai coma la trovavi, una volta la trovai nuda a letto che mi faceva delle avances”. Vecchioni condividendo con Alemanno il ricordo del legame che c’era tra la poetessa ed il cantante ha raccontato di quanto fosse eccezionale quella donna. “Scriveva ovunque, si vantava di saper suonare il pianoforte, ma in realtà sapeva suonare solo due canzoni, una mia e una sua : Luci a San Siro e l’Anno che verrà. Quest’ultima, volle suonarla proprio davanti al suo autore”. E ancora: per un suo spettacolo, Dalla dovette chiedere ad Alda Merini la liberatoria per utilizzare i suoi versi. Lei, ha detto ridendo Alemanno, rispose così:“tu vieni qui, mi dai cinque coltellate e io ti scrivo un requiem”. E Lucio :“Ci vediamo tra una settimana”.

Roberto Vecchioni. Salone del libro 2013

 

 

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