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Salute: in Italia ancora troppi parti cesarei, circa il 38%

Il numero dei parti che avvengono in Italia con taglio cesareo è sempre molto alto, la percentuale è del 37,5%:  un tasso molto elevato se si considera che la media nel resto del mondo è dell’8%. Come noi soltanto il Messico.

Ma perché qui in Italia si tende a ricorrere così facilmente al bisturi per far nascere i bambini? E’ davvero necessario? La risposta sarebbe negativa, secondo il Ministero della Salute: infatti, a seguito di una indagine condotta a livello nazionale su 78 ospedali, il 43% dei parti cesarei è ingiustificato.

Le regioni italiane con meno parti cesarei sono la Lombardia e la Liguria, mentre quelle con maggiori cesarei sono la Campania e la Sicilia. Rispetto al luogo del parto si registra un’elevata propensione all’uso del taglio cesareo nelle case di cura accreditate in cui si registra tale procedura in circa il 58,3% dei parti contro il 34,6% negli ospedali pubblici. Il parto cesareo è più frequente nelle donne con cittadinanza italiana rispetto alle donne straniere, nel 28,8% dei parti di madri straniere si ricorre al taglio cesareo mentre si registra una percentuale del 39,5% nei parti di madri italiane.

pancione gravidanza

Ma allora perché si preferisce ricorrere al taglio cesareo piuttosto che fare un parto naturale? Secondo il professor Massimo Moscarini, presidente dell’Associazione ginecologi universitari italiani (Agui) e direttore del Dipartimento di scienze ginecologiche, perinatologia e puericultura dell’Università La Sapienza di Roma, molto spesso i medici temono denunce in caso qualcosa vada storto nel parto naturale e per questo preferiscono ricorrere al bisturi.

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