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Salvataggio MPS: perchè vi stanno prendendo tutti in giro

Salvataggio MPS: si va verso il salvataggio col denaro dei contribuenti? Il dibattito politico, diffuso attraverso i mezzi di informazione, sta dando questa impressione: falliti i tentativi di trovare investitori disposti a pompare altro denaro fresco nel gigante bancario, e incassato il NO della BCE ad un’ulteriore dilazione dei tempi per trovare questi investitori, ecco che si profila l’idea del salvataggio con l’utilizzo del denaro che pagate con le tasse.

Salvataggio MPS: in cosa consisterebbe l’intervento dello stato?

Prima di spiegare in cosa consisterebbe l’intervento dello stato, andiamo a riepilogare in cosa consiste la normativa europea BRRD, ossia il famoso bail-in. Per leggere una spiegazione completa, rimandiamo al nostro articolo di un anno fa. Si tratta di un articolo un po’ lungo ma che merita una rilettura. Detto questo, quando si fa ricorso alla procedura nota come Bail-in, dalla banca in difficoltà vengono scorporati i crediti che hanno basse speranze di essere recuperati, e viene creata una nuova società, con una nuova dirigenza, che eredita sportelli, clientela e crediti esigibili della vecchia. La differenza tra le dimensioni della vecchia società e la nuova viene compensata, nell’ordine, dall’azzeramento del valore delle azioni; se non bastasse dal non rimborso delle obbligazioni; se non bastasse, dal prelievo forzoso sui conti correnti. Il tutto senza fare ricorso al denaro dei contribuenti. In ogni caso, tutti quelli, azionisti, obbligazionisti e correntisti interessati da perdite, verrebbero indennizzati da azioni della nuova banca che viene creata.

L’intervento dello stato, ossia dei 13 euro che pagate allo stato ogni 20 euro di benzina (una tassa a caso), come invocato da politici e giornalisti, potrebbe avere tre forme:

  • acquisto delle obbligazioni che andrebbero azzerate, per evitare che gli obbligazionisti ci perdano il denaro investito
  • rimborso degli obbligazionisti che dovrebbero perdere del denaro, solo dopo il bail-in
  • nazionalizzazione della banca, ossia il Ministero dell’Economia se la compra, e sempre quei 13 euro che pagate allo stato ogni 20 euro di benzina (una tassa a caso), serviranno, a vita, a coprire la malagestione di una banca che evidentemente non è capace di scegliere con criterio a chi fare credito, e i suoi dirigenti che rimarrebbero al loro posto

Salvataggio MPS: è davvero necessario l’intervento dello stato?

Per rispondere a questa domanda, basta che vi chiediate:”Ma io ci perdo qualcosa direttamente se fallisce la banca, o se viene applicato il bail-in?”
Se non siete obbligazionisti non avete nulla da perdere. Non avete comunque nulla da temere se siete “solo” correntisti: a parte che avete avuto tutto il tempo di cambiare banca, ma in caso di applicazione del bail-in, non sarebbe necessario il prelievo forzoso sui conti correnti.

E qui veniamo al terrorismo psicologico che stanno facendo politici e giornalisti per farvi mandare giù la pillola del salvataggio coi vostri soldi: il fatto che i generici “depositanti” possano perdere dei soldi. Ebbene, lo ripetiamo, NON è in discussione, in alcun caso, il prelievo forzoso sui conti correnti. Chi agita questo spettro, è in malafede. Se invece siete obbligazionisti, perché il cugino o il cognato che ci lavorano vi hanno convinto 8 anni fa a comprare le obbligazioni, avete avuto tutto il tempo per rifilare il pacco a qualcun altro, stante la situazione conclamata da anni di crisi. Non dev’essere il giovane consulente a partita IVA che fa fatica a versare tasse e contributi tutti i mesi, figurarsi ad avere risparmi, a pagare perché voi non vi preoccupate del fatto di aver prestato denaro (comprare obbligazioni questo è: un prestito) a una banca in crisi da anni. E’ come se vi foste messi in macchina e siate andati consapevolmente a sbattere contro un muro. Non vi ha attraversato la strada un elefante all’improvviso: il muro è lì ed è visibile da almeno 5 anni, abbastanza per frenare, spegnere il motore e scendere…

Colpisce, peraltro, che il partito che si dice più anti-sistema di tutti, il M5S, teoricamente il nemico giurato del PD al Governo, spinga per la soluzione che farebbe più comodo al PD: la nazionalizzazione. La banca prosegue così com’è ora, i contribuenti si accollano le perdite da qui all’eternità, e i dirigenti restano al loro posto. Perché, ripetiamo, il primo difetto dei “salvataggi bancari” col denaro dei contribuenti è proprio quello di salvare la dirigenza esistente responsabile del dissesto. Se una banca va in fallimento e vengono salvati i suoi dirigenti, perché un dirigente bancario dovrebbe comportarsi in modo onesto e corretto? Non ci sono incentivi per comportarsi correttamente e non ci sono disincentivi a comportarsi scorrettamente: è il cosiddetto moral hazard in gergo economico.

La normativa europea sul Bail-in è una delle poche normative positive portate dall’Unione Europea, perché appunto mette (metterebbe) fine al malcostume di salvare le banche col denaro dei contribuenti. I politici ne sono inorriditi, per tutti i motivi spiegati a suo tempo, ma come contribuenti non possiamo che vederla positivamente. L’Unione Europea post-Brexit è però terrorizzata dal fatto che possano sorgere altri movimenti euro-scettici, e così basta che qualche governo minacci di far propaganda anti europea, e l’Unione diventa più incline a fare concessioni prima sconosciute. E così, oltre alle targhe alterne per l’inquinamento autunnale, abbiamo i partiti euroscettici a targhe alterne. E poi abbiamo gli euroscettici di professione, tipo una certa destra, che pur di diffondere il terrore dell’Unione Europea, finiscono per dare una mano, come il M5S, al PD. Questo è quello che offre il menu della politica italiana, meno male che ogni tanto vi fanno votare, magari sul ping pong delle camere, se no chissà dove andavamo a finire…

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