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Salvate il Soldato Ryan, il 24 luglio 1998 il debutto nelle sale cinematografiche: le 5 citazioni indimenticabili

Il 24 luglio del 1998 debuttava nelle sale cinematografiche l’ennesimo capolavoro realizzato dal “fenomeno” della macchina da presa qual è Steven Spielberg: “Salvate il Soldato Ryan”, lavoro realizzato da un’idea di Robert Rodat con un cast di assoluto livello. Tom Hanks nei panni di John Miller, Matt Damon nel ruolo di James Francis Ryan, senza dimenticare giovani di valore inestimabile come Vin Diesel e Jeremy Davies, tutti protagonisti di un lavoro capace di portare a casa la bellezza di cinque premi Oscar nel 1998: miglior regia, miglior montaggio, miglior fotografia, miglior sonoro e migliori effetti sonori.

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“Salvate il Soldato Ryan” è passato alla storia per la capacità di far conciliare trama e qualità filmica, con una storia toccante ma al contempo ibrida: in un dramma si percepiscono battute da commedia, storie sentimentali. Per quanto riguarda la distribuzione italiana, avvenuta il 23 ottobre 1998 dopo esser stato presentato durante il Festival del Cinema di Venezia, tra i doppiatori vanno segnalati artisti come Alessandro Tiberi, Roberto Pedicini, Francesco Prando e Corrado Conforti.

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DI SEGUITO 5 CITAZIONI DE “SALVATE IL SOLDATO RYAN” DA NON DIMENTICARE:

1) C’è la mia famiglia con me oggi, ha voluto accompagnarmi. A essere sincero con lei, non sapevo neanche che cosa avrei provato a tornare qui. Ogni giorno penso alle parole che lei mi ha detto quel giorno sul ponte. Ho cercato di vivere la mia vita nel migliore dei modi, spero che sia bastato, spero che almeno ai suoi occhi, mi sia meritato quello che tutti avete fatto per me.

2) Sì, abbiamo una miccia di soli trenta secondi, perciò chi sarà l’ultimo in vita, deve portare in fretta il culo via da qui o non rimarrà in vita per molto.

3)  Beh, quello che voglio dire signore, è che se Dio mettesse me e questo super fucile di precisione a una distanza massima di un miglio da Adolf Hitler, con una buona visuale signore, fate i bagagli ragazzi, la guerra è finita, amen. (Soldato Jackson)

4) Sono un insegnante, un insegnate di letteratura in una cittadina chiamata Addley in Pensilvanya. Negli ultimi undici anni ho insegnato al liceo Thomas Alva Edison e in primavera allenavo la squadra di Baseball . A casa quando dicevo cosa facevo per vivere pensavano: beh si è normale. Ma qui è un grosso, un grosso mistero, perciò credo di essere cambiato un po’. A volte mi chiedo se sono cambiato tanto che neanche mia moglie mi riconoscerà nel momento in cui tornerò da lei e se sarò mai capace di raccontarle giorni come oggi. Ryan, non so niente di questo Ryan, non mi interessa. Lui non significa niente per me, è solo un nome ma se… ecco se andare a Ramell e trovarlo per farlo tornare a casa mi fa guadagnare il diritto di andare da mia moglie, allora, allora questa è la mia missione. Vuoi andartene? Vuoi correre a combattere la guerra? Va bene, va bene, non te lo impedirò. Anzi mi occuperò io delle pratiche. So solo che più uomini uccido, più mi sento lontano da casa.

5) Benedetto il Signore mia roccia che addestra le mie mani alla guerra e le mie dita alla battaglia.

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