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Salvini sotto inchiesta: «A Genova 43 morti e nessun indagato, ma indagano un ministro che difende la sicurezza di questo paese»

E’ dura, a tratti scomposta, la reazione di Matteo Salvini all’indagine a suo carico aperta della Procura di Agrigento sul caso della nave Diciotti e i cui atti saranno trasmessi al Tribunale dei Ministri. Il vicepremier e Ministro dell’Interno, dalla festa della Lega di Pinzolo (Trento), sceglie dunque di rispondere a modo suo, attaccando. «Aspetto il procuratore di Agrigento con un sorriso ma indaghi i trafficanti». Invece di prendersela con chi ha sporto le denunce il leader della Lega sceglie di attaccare direttamente la Magistratura. E poi mette a confronto il caso della nave Diciotti con il crollo del ponte a Genova. «E’ incredibile – ha detto tra gli applausi dei presenti – vivere in un paese dove dieci giorni fa è crollato un ponte sotto al quale sono morte 43 persone e non c’è un indagato e indagano un ministro che difende i confini di questo paese e difende la sicurezza di questo paese».

«Mi hanno messo sotto indagine per abuso d’ufficio, sequestro di persona e arresto illegale – ha detto Salvini davanti ad una folta platea di militanti leghisti – Io lo aspetto questo procuratore di Agrigento, pacificamente e con il sorriso. Lo aspetto a Pinzolo, perché voglio spiegargli le mie ragioni, le mie ragioni e le vostre ragioni». E mentre il brusio di approvazione dei presenti saliva sempre più Salvini ha meglio precisato quali fossero le sue ragioni. «E aspetto un procuratore – ha aggiunto – che invece di indagare un ministro indaghi i trafficanti di esseri umani e chi favoreggia l’immigrazione clandestina».

Poi il ministro degli Interni incalza sulla questione scafisti, denunciando la scarsa iniziativa della Magistratura sulle conseguenze del traffico di esseri umani nel Mediterraneo. «Perché io ricordo a questo procuratore che spero mi stia guardando – ha detto Salvini – che gli scafisti con le migliaia di dollari che portano a casa dagli immigrati comprano armi e droga, che poi magari viene spacciata in piazza Dante a Trento o fuori dalle scuole dei nostri figli. E io sono stufo di finanziare gli spacciatori di morte e di armi. Questo significa bloccare l’immigrazione clandestina». Il suo popolo approva, con applausi scroscianti e la diretta, trasmessa anche sul suo profilo Facebook conta oltre 1,3 milioni di visualizzazioni. «Io penso sia molto difficile che possano fermarci – aveva detto in avvio di discorso Matteo Salviniperché possono fermare me, possono arrestare me, ma non possono fermare la voglia di cambiamento di 60 milioni di italiani».

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Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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