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Sampdoria, Stefano Okaka: “Club di incompetenti, mi hanno minacciato”

Stefano Okaka – attaccante che fino l’anno scorso militava nella Sampdoria e attualmente in forza all’Anderlecht – si sfoga ai microfoni di “Sport/Foot Magazine” spiegando le ragioni per cui ha abbandonato il campionato italiano: “Ho cambiato aria perché mi sono ritrovato in un club gestito da incompetenti. Nel gennaio 2014 ero arrivato in blucerchiato solo perché mi voleva Mihajlovic. Il direttore sportivo – che all’epoca era Carlo Osti – non mi vedeva di buon occhio perché, a detta loro, su Facebook giravano cose negative sul mio conto”.

Le parole di Okaka fanno discutere, e non ha avuto peli sulla lingua: il centravanti scuola Roma, infatti, ha continuato l’intervista rivelando i clamorosi retroscena sul suo mancato rinnovo: “Ad Aprile, dopo che conquistai anche la Nazionale grazie al rendimento in campo, fui convocato dal presidente, si congratulò con me e mi disse – quasi prendendomi in giro – che per me era pronto un contratto ma alle stesse condizioni di quello che avevo già. Lì ho capito che per me era finita l’esperienza a Genova”. Per il 26enne di Castiglione del Lago è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: “Non chiesi niente, ma la situazione non è migliorata, altri invece giocavano bene e iniziavano a guadagnare mezzo milione di euro a stagione”. Okaka coglie l’occasione per togliersi anche qualche sassolino dalla scarpa contro gli alti vertici blucerchiati: “Mi hanno minacciato: se non firmi, ti demoliremo a mezzo stampa e faremo in modo che non giocherai più a calcio. La tua carriera è finita”.

Alla fine, dopo il duro braccio di ferro con i dirigenti della Samp, la triste vicenda di Okaka ha avuto il suo epilogo durante l’ultima campagna acquisti con il trasferimento all’Anderlecht: “Mi aspettavo fosse un campionato più semplice quello belga, ma fisicamente è invece abbastanza impegnativo, il ritmo è più alto”. Riguardo al prossimo obiettivo, l’attaccante italo-nigeriano non ha dubbi: “Non smetto di pensare all’Azzurro: La convocazione dell’Italia resta un sogno”. Genova fa ormai parte del passato, e ora che il bomber ha trovato l’ambiente giusto dove dimostrare il proprio valore, chissà che il ct Conte non ci faccia un bel pensierino.

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