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San Ferdinando, incendio in nuova tendopoli causa un’altra vittima, la quarta in pochi mesi: immagini terribili

Ancora una volta è successo ciò che si doveva evitare: l’incendio nella nuova tendopoli di San Ferdinando, divampato la notte scorsa, ha causato l’ennesimo morto. Sebbene non si conoscano ancora le generalità del migrante deceduto, si tratta della quarta vittima nel giro di pochi mesi. L’incendio, che ha interessato la tendopoli allestita a poche centinaia di metri dalla vecchia baraccopoli, si è sviluppato in un angolo della tenda da sei posti. Secondo una prima ricostruzione, il rogo si sarebbe originato da una zona in cui erano posizionati alcuni cavi elettrici. Sul posto sono intervenuti subito i vigili del fuoco che hanno domato le fiamme. Nell’incendio è andata distrutta solo una tenda.

San Ferdinando tendopoli, quattro vittime in pochi mesi

La vecchia tendopoli, fatta di baracche in lamiera, plastica e cartone, è stata smantellata definitivamente il 7 marzo scorso ed era stato proprio il ministro dell’Interno Matteo Salvini ad annunciarne la demolizione, dopo l’ultimo rogo del 16 febbraio scorso. In quell’occasione, aveva perso la vita un 29enne senegalese, Moussa Ba, mentre precedentemente, il 27 gennaio 2018, ad avere la peggio era stata Becky Moses, 26enne nigeriana. Solo qualche mese prima, il 2 dicembre 2018, era morto Surawa Jaith, pochi giorni prima del suo diciottesimo compleanno. La struttura, seppur fatiscente, nel periodo invernale della raccolta degli agrumi, arrivava ad ospitare anche 3.000 persone. Le operazioni di sgombero e demolizione delle vecchie baracche sono cominciate il 6 marzo scorso per concludersi il giorno successivo, senza alcun problema di ordine pubblico.

Tendopoli San Ferdinando, il sindaco: “Non doveva accadere”

Dopo lo smantellamento, il Viminale ha stanziato 350mila euro per il Comune di San Ferdinando da destinare alla gestione della fase post-sgombero e al ripristino del decoro urbano affinché si garantissero “idonee condizioni di vivibilità sul territorio”. In seguito a tali disposizioni, una parte dei migranti è stata trasferita nella vicina tendopoli che è stata ampliata per ospitare complessivamente 840 persone. Sulle vicende della scorsa notte, sta indagando il commissariato di Gioia Tauro diretto dal primo dirigente Diego Trotta. Intanto, il prefetto di Reggio Calabria, Michele Di Bari, ha convocato a San Ferdinando una riunione tecnica di coordinamento con le forze dell’ordine. “Speravamo di non dover più raccontare episodi come questi ma purtroppo è accaduto ancora”, le parole del sindaco di San Ferdinando, Andrea Tripodi, arrivato nel luogo dell’incendio, commentano l’accaduto: “Le cause del rogo, che ha interessato una tenda, non sono ancora chiare e sono al lavoro i vigili del fuoco e la polizia Scientifica. Ora siamo in attesa di capire come sono andati i fatti. Certo è che è accaduto quello che non doveva accadere”.

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