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San Valentino film, dieci titoli d’autore semi-sconosciuti per sorprendere il proprio partner

Il 14 febbraio è alle porte: San Valentino, la festa degli innamorati, è una data cerchiata in rosso da milioni di coppie di tutto il mondo. Scatole di cioccolatini, mazzi di fiori, pensieri sdolcinati e una giornata da dedicare interamente al proprio partner. Il 14 febbraio può anche essere una buona scusa per visionare qualche pellicola dal genere romantico ma non dai toni smielati a cui, negli ultimi anni, siamo purtroppo abituati. L’industria cinematografica, grazie ai suoi artisti, ci ha regalato autentici capolavori spesso fin troppo sottovalutati o meno inflazionati rispetto ad altri film di genere. Ad esempio, per sorprendere il proprio partner con una serata davanti a un bella pellicola si potrebbe pensare ad “Una vita al massimo”: uscito nel 1993, prodotto dal regista Tony Scott con la collaborazione di Quentin Tarantino (sceneggiatore), questo capolavoro statunitense fu molto discusso al momento della sua uscita a causa dei divieti di visione ai minori di 18 e 14 anni mentre, in Italia, venne censurato. Racconta la storia di una “squillo” e di un giovane, Clarence (Christian Slater), innamorato della ragazza che la aiuterà ad uscire fuori dal mondo della prostituzione con una sceneggiatura in pieno stile “tarantiniana” (guarda la recensione sul suo ultimo film).

Particolare, per il genere romantico, la produzione di “Ruby Sparks”, realizzato nel 2012 dai registi Dayton e Faris di cui protagonista è un giovane scrittore (Paul Dano) e un personaggio inizialmente immaginario, Ruby, soggetto principe dei suoi romanzi; i problemi per Fields arriveranno quando questa sua immaginazione si concretizzerà in carne ossa con la sublime interpretazione dell’attrice Zoe Kaznan. Segnaliamo la visione di “Amami se hai coraggio”, proiettato nelle sale cinematografiche nel 2003 e prodotto tra la Francia e il Belgio; la pellicola, con cui si è registrato l’esordio dietro la macchina da presa per Yann Samuell, racconta la particolare storia di due ragazzini dodicenni alle prese con problemi familiari fin troppo grandi per la loro giovane età. Gli attori Guillarme Canot e Marion Cotillard, proprio sul set di questo film, si sono conosciuti prima di innamorarsi nella vita reale. La commistione di commedia romantica e satirica si può ritrovare in “Jagoda: Fragole al Supermarket” prodotto nel 2003 tra la Serbia, la Germania e l’Italia: una pellicola interamente realizzata da Dusan Milic (regista e sceneggiatore) in cui si raccontano le vicende di Jagoda (Branka Katic), una cassiera di un supermercato nel cuore della Serbia, la cui vita cambierà da un secco no a una povera anziana. “Jagoda” ha riscosso grande successo in terra serba soprattutto per la chiave satirica con cui sono stati trattati temi cari come l’antiamericanismo e i problemi derivanti dalla globalizzazione. Altro film prodotto in terra europea da non perdere per alcun motivo è “La vita di Adele”, realizzato tra la Francia, il Belgio e la Spagna in cui si racconta la difficile vita di una ragazza liceale francese (Adele) innamorata di una sua compagna di corso; il regista Kehciche ha saputo coniugare la drammaticità del rapporto sentimentale omosessuale con elementi erotici che gli hanno consentito di vincere la “Palma d’Oro” al “Festival di Cannes” ma anche un’aspra critica dagli esperti cinematografici per l’eccessiva presenza di scene pornografiche.

Se non lo avete mai visto, sfruttate l’evento di San Valentino per gustarvi insieme al/la vostro/a “amato/a” la pellicola cinese realizzata nel 1993: “Addio mia concubina”, film tratto dal romanzo di Lilian Lee e che ha conquistato al “Festival di Cannes” l’oscar come “Miglior film straniero”. Questa produzione asiatica si contestualizza nella Cina del 1924 fino a chiudersi con gli anni ’70 e racconta la difficile vita di Douzi, bambino nato da una concubina che lo abbandona davanti a una scuola di recitazione. La particolarità di “Addio mia concubina” è il saper raccontare l’amore e le sue difficoltà legate al contesto storico cinese. Restando in ambito cinematografico asiatico, segnaliamo il film realizzato dal regista Kim Ki-duk nel 2004 dal titolo “Ferro 3 – La casa vuota” in cui si raccontano le gesta di un ragazzo abituato ad introdursi in case abbandonate finché non incontrerà una donna che gli cambierà la vita. L’amore raccontato in chiave drammatica, con caratteri sadici, dal regista Arofonsky attraverso la realizzazione di “Requiem for a dream”, una pellicola tratta dal romanzo del 1976 scritto da Selby. Il film, proiettato nelle sale cinematografiche agli inizi del duemila, ha una divisione temporale dettato dal ritmo delle stagioni in cui non è presente la Primavera, simbolo della rinascita. La particolarità di “Requiem for a dream”, oltre a scene molto crude, è la possibilità di poter far conciliare del buon cinema con ottima musica: per ogni sotto-sezione della pellicola sono diverse le colonne sonore scelte dal regista Arofonsky. Se ve lo siete persi recuperate il prima possibile. Di quale film parliamo? Chiaro, “Amour”, realizzato nel 2012 in terra francese da Michael Haneke di cui protagonisti sono due anziani insegnanti di musica che sapranno raccontare la loro relazione sentimentale attraverso tappe dure da affrontare come la vecchiaia e la malattia. Chiudiamo il nostro excursus cinematografico con “Buffalo 66” realizzato da Vincent Gallo e definito, dalla critica, un film semi-briografico attraverso cui, l’artista statunitense, racconta le vicende di Billy Brown, un nevrotico ragazzo uscito di galera dopo un crimine mai commesso e che, per vendicarsi, deciderà di uccidere chi lo ha fatto condannare. Peccato che, nel suo percorso, incontri in modo del tutto incredibile, la giovane Layla interpretata dall’attrice Christina Ricci.

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