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San Valentino, i paesi del mondo dove è vietato festeggiarlo

Oggi milioni di innamorati si scambiano auguri, messaggini, regali, i più romantici anche fiori. Eppure, nonostante San Valentino sia la festa dell’amore per eccellenza, divide: da un lato quelli che con impazienza attendono che arrivi, dall’altro chi la vede come una pratica commerciale. D’altronde chi si vuole bene non lo fa una volta l’anno, non deve dimostrarlo e ricordarsene solo il 14 febbraio. Per la serie «l’amore non si festeggia, ma si fa!».

Quando festeggiare San Valentino non è una scelta

Pensate che ci sono alcuni posti nel mondo in cui San Valentino non si festeggia, anzi città dove addirittura tale ricorrenza è vietata. Non ci credete? Invece è tutto vero, in diversi paesi non si può scegliere se festeggiare o meno San Valentino. Tra questi Pakistan, Malesia, Indonesia, Iran, India, Arabia Saudita e alcune zone della Russia, che hanno reso illegale la celebrazione di questa tradizione ritenuta troppo occidentale. Proprio per ragioni culturali e religiose la festa delle coppie sarebbe stata bandita. Secondo quanto riportato da “SkyTg24” lo scorso anno l’Autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni del Pakistan attraverso tutte le emittenti tv e radio ha reso noto un comunicato in cui ha ribadito il divieto di festeggiare la ricorrenza in tutto il Paese. La scelta di proibire San Valentino era arrivata già nel 2017. Ad emettere la sentenza era stato il tribunale di Islamabad, che ha ritenuto questa festività lontana dai dettami dell’Islam. Il giudice Shaukat Siddiqui dell’Alta corte di Islamabad ha proibito, infatti, eventi legati al giorno degli innamorati negli uffici e spazi pubblici e ha fatto sì che i media non «sponsorizzassero» la festa, evitando così la vendita di bigliettini e gadgets. Una decisione tra l’altro sostenuta anche dai lettori di un noto giornale online pakistano (circa l’85%), ma osteggiata dai più giovani, che pensano che San Valentino sia tutt’altro che una festa immorale. Non sono mancati gli scontri e le contestazioni, anche prima che la sentenza venisse emessa. L’attivista pakistana per i diritti umani Sabeen Mahmud dopo aver organizzato la protesta “Pyaar ho jaane do“, a Karachi, tra le città più abitate del Pakistan, ribadendo proprio la libertà di lasciar scegliere se festeggiare o meno San Valentino, è stata a lungo minacciata di morte e freddata poi per le sue lotte da alcuni colpi di pistola nel 2015. Tra i motivi ci sarebbe stato proprio il suo interessamento sulla questione San Valentino, almeno questo è stato dichiarato da uno dei suoi sicari.

I paesi in cui è vietato festeggiare San Valentino

In Indonesia e in Arabia Saudita il divieto è arrivato nel 2012, mentre in Malesia molto prima, nel 2005, quando era stata portata avanti una campagna proibizionista, che vedeva appunto San Valentino come una ricorrenza immorale, una specie di «trappola», una scusa per il sesso occasionale. Diciamo che le autorità locali sono state tutt’altro che leggere: nel 2011 la polizia ha fatto irruzione in alcune camere d’albergo per arrestare oltre 80 giovani musulmani che cercavano di festeggiare la ricorrenza degli innamorati. Quello stesso anno è arrivato il divieto anche in Russia, nella provincia di Belgorod. In questo caso l’obbligo non ha nulla a che fare con la religione, ma sarebbe nato dalla necessità di vietare una festa che «mina l’integrità spirituale e i valori morali dei giovani».

Quando osteggiate tanto San Valentino e criticate chi lo festeggia, pensate all’Arabia Saudita dove alcuni uomini si sono trovati a dover comprare rose di nascosto al mercato nero, un paese dove qualsiasi manifestazione d’affetto è vietata. Insomma ai più scettici mi piacerebbe dire che c’è qualcosa di peggio del San Valentino, il non avere la libertà di festeggiarlo.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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