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Sanità: dal 2017 si pagherà il ticket anche su interventi minori, botta da 60 milioni di euro

Il Governo e le regioni hanno appena trovato un accordo in merito al nuovo decreto di aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza sanitaria. A breve passerà in Parlamento e già dal prossimo anno potrebbe diventare operativo. Interventi semplici, come quelli che riguardano la sindrome del tunnel carpale, la cataratta, i calcoli renali e altri, non potranno più essere eseguiti senza un ricovero. Dal 2017 bisognerà recarsi in ambulatorio e pagare il ticket.

La Cgil è già sul piede di guerra e, tramite il Responsabile Politiche e Salute Stefano Cecconi, denuncia: “Con i nuovi Lea, varie prestazioni chirurgiche finora effettuate gratuitamente in day surgery, saranno trasferite in regime di prestazione ambulatoriale, che implica il pagamento“. Secondo le prime stime, le famiglie italiane si ritroveranno a sborsare circa 60 milioni di euro in più. Gli interventi soggetti al pagamento del ticket, secondo le tabelle del Ministero della Salute, sono 24 e, nella maggior parte dei casi, si tratta di operazioni molto frequenti.

Una volta trovata l’intesa fra le regioni, sarà il turno delle commissioni parlamentari e della pubblicazione ufficiale in Gazzetta. Il nuovo piano verrà reso operativo già a partire dal 2017. Ma è in ballo anche un’altra realtà: sempre secondo Stefano Cecconi, il fondo sanitario è legato al Pil e fino al 2019 sarà prevista una riduzione della sua incidenza su quest’ultimo. In altre parole, il Governo potrebbe attuare altri tagli ai fondi per la Sanità.

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