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Sanremo 2015, tra Biagio Antonacci e Conchita Wurst ecco la seconda serata

Eccoci a fare le pulci alla seconda serata di Sanremo 2015 con la pagella di UrbanPost che vi traghetta nei momenti topici belli e brutti dello show. Per la cronaca, la pagella di ieri si trova qui. Si apre in bellezza, è davvero il caso di dirlo, con la brava Nina Zilli che però, per quanto orecchiabile, ci porta la stessa canzone ogni anno. Fa la sua apparizione Arisa vestita da pianoforte con tanto di coda che introduce Masini che propone uno stile hipster-rapper che fa passare la voglia di vivere. Emma rilancia in rosso e corto (ma lo fanno apposta?). Anna Tatangelo ha rispolverato lo stesso abito dell’ultimo Sanremo (forse la stessa melodia) dove già aveva percorso la strada sicura del black and white. Non abbiamo fatto cenno alle canzoni, perché non c’è nulla da dire.

Intramezzo con Joe Bastianich che di fianco a Conti ti diventa paraculo, miracoli della Dc, l’unica nota positiva è che almeno non fa finta di divertirsi. Raf risulta un pochino, tanto, affaticato. Rocio Morales vaneggia su principi, principesse e pernici e ci si chiede perché dare i soldi a Siani quando bastava così poco per una tiepida risata.

Conti sfodera il maschio alpha nell’atto di presentare Biagio Antonacci in veste di super ospite sottolineando il loro rapporto di antica amicizia: perché mai devono essere sempre tutti amici di Fazio? Biagio con il suo medley stona spesso ma seduce Parietti e Giletti in un sol colpo; qualcuno felice di come abbiamo investito i soldi del canone doveva pur essere mostrato. Biagio si augura di continuare a sentir parlare di speranza…Ah Bià, guardate in giro, solo quella c’abbiamo. Veniamo ora a Il Volo, gruppo di giovanissimi in gara: che età terribile e infingarda, sembrare 3 vitellini e avere la voce dei tre tenori. E, giusto per restare glam, accogliamo Charlize Theron – non Jean Paul er Mortazzaro – con Standing Ovation di Vasco come colonna sonora. Bella mossa. Arriva il turno di Irene Grandi, mannaggia a San Francesco Bianconi, patrono di tutti gli hipster, che ha smesso di passarle le canzoni per Sanremo; poteva essere la chance per ascoltare una canzone decente e invece per ora la perla di questo Sanremo resta Nesli…Lorenzo Fragola fa l’esibizione peggiore: il novello campioncino di X Factor è molto in difficoltà su tutta la linea.

Momento Pintus…ovvero momento dedicato alla comicità. E’ stato brutto.
Con un’insospettabile supponenza Emma introduce i Soliti Idioti polemizzando circa la loro credibilità artistica, manco avessimo visto alternarsi Sakamato e David Bowie fino a tre minuti prima. Alla sala piacciono e la canzone risulta probabilmente la migliore fra quelle sentite in questa serata. Segue Bianca Atzei che gioca in casa avendo una canzone di Kekko dei Modà, il ghost writer della musica che piace. A terzi.

Presentato da un’Arisa che ripropone un abito in stile peplum chiude la carrellata degli artisti in gara Moreno in perfetto stile Moreno. Segue quello squallido momento, che dopo l’imbarazzo di ieri si sperava di essersi lasciati alle spalle per sempre, in cui dei finti giornalisti pongono domande improbabili. La gag è che in realtà si tratta di un gruppo di attori provenienti da Zelig Off “i Boiler” che, vi avvisiamo, torneranno nelle prossime serate.  A chiudere le danze Conchita Wurst: quella che se si mette una mano sul mento pare Miss Notti d’Oriente e se la toglie ha la barba: molto Freaks. Conti con questa scelta scomoda si è messo contro, di certo, almeno sette ciellini. Per la cronaca, la canzone della Wurst che Conti millanta come anteprima non è affatto in anteprima.

Segue sfilata variegata di ospiti fra cui Amendola e Argentero, in odore di promozione del film in uscita, e capitan Javier Zanetti. A rischio Biggio e Mandelli, Bianca Atzei, Moreno e Anna Tatangelo. 

Probabilmente ciò che si dovrebbe desumere dalla lettura di questo articolo è che sia stato tutto terribile, può anche essere, ma almeno Carlo Conti non ci ha tediati come solo Lucianina e Fazio sono riusciti a fare l’anno scorso. Ci sarà un motivo per il quale la rassicurante Dc ha giganteggiato nel nostro Paese per decenni: Conti la lezione andreottiana l’ha assorbita per bene.

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