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Sanremo 2016 finale: Renato Zero delirante, Roberto Bolle so Pop e gli Stadio asfaltano i talent

Siamo alla finale: l’ultima serata di questo Sanremo 2016 che porta il marchio di Carlo Conti non dimentica i vincitori dello scorso anno e così, da New York, come privarci di un collegamento con Il Volo? Ci priviamo invece, in via del tutto definitiva perché non salvati dal ripescaggio, degli Zero Assoluto e dei Dear Jack (e ce ne facciamo una ragione) ma anche dei Bluvertigo e di Neffa che, al contrario, erano gli unici ad avere un brano dignitoso oltre agli Elii. Rientra in gara Irene Fornaciari. Roberto Bolle che volteggia sui Queen nobilita inevitabilmente la situazione, ma per poco…poi ricominciano le canzoni e le giacche di Bernabei.

Arriva l’ennesima sciabolata: stasera Virginia Raffaele non si cala nei panni di nessuna e ne approfitta per tentare Bolle con “Vola” della Cuccarini: il ballerino non si contiene ed è subito effetto “caduta degli dei”. Conti, non pago, vuol cavalcare a tutti i costi l’idea degli Zero Assoluto che hanno proposto la cover di Goldrake – ci sarà un motivo se li hanno eliminati – e chiama sul palco Cristina D’Avena che manda in visibilio l’Ariston con il suo repertorio. Per fortuna arrivano Elio e le storie tese vestiti da Kiss e si torna seri. Momento di tipica simpatia toscana con Panariello e Pieraccioni che fanno ironia sulla legittimità della paternità del figlio di Conti: roba mai sentita proprio…Per fortuna Virginia Raffaele anche quando fa sé stessa alza il livello. A proposito di Virginia Raffaele: sul palco c’è Renato Zero o la sua versione della Raffaele? No lei sarebbe senza dubbio più misurata; questa teatralità esasperata è suo marchio di fabbrica esclusivo. Non è ben chiaro il delirante messaggio finale in cui il cantante si augura di togliere i giovani dalla nullatenenza e dai pericoli di internet grazie alla musica: il collegamento logico e le modalità di intervento non vengono però resi noti. Successivamente si salta al sogno della città di fonopoli, che nessun sindaco di Roma gli ha mai appoggiato (uno dei rari casi in cui la politica ha mostrato buonsenso?) sempre per salvare i giovani da 24 ore al giorno senza aspettative. Da attore consumato è anche la sua uscita in cui omaggia le prime file dei fiori che gli vengono donati: ed è qui che la mia sempre stimata collega Corinna Garuffi mi fa notare che “Ha tirato i fiori a quelli della prima fila che saranno più ricchi di lui, ahahaha“, effettivamente abbiamo fatto una ricerca sui prezzi delle poltroncine ed ecco cosa abbiamo scoperto…

E via, fra le giacche di pelle di Ruggeri che in questo festival vive una seconda gioventù, scollature statuarie della meravigliosa Madalina Ghenea e reading dall’italiano incerto di Garko, si arriva all’ultima canzone. Premiazione? Non scherziamo, sono soltanto le 00:44; spazio per Beppe Fiorello che conferisce un senso più dignitoso al termine “attore”. Ecco finalmente la classifica dal sedicesimo al quarto posto: Irene Fornaciari, Dolcenera, Alessio Bernabei, Valerio Scanu, Elio e le storie tese, Annalisa, Arisa, Rocco Hunt, Noemi, Clementino, Patty Pravo, Lorenzo Fragola, Enrico Ruggeri. Si riapre il televoto per giocarsi il podio, passano altri trenta minuti non si sa bene come e si arriva finalmente, alla 01:15, alle premiazioni collaterali che scopriamo essere tantissime e del tutto casuali (a occhio). Veniamo al dunque: terzo posto Iurato-Caccamo, secondo posto Francesca Michielin, primo posto Stadio. E anche quest’anno, sto Sanremo, se lo semo levato…

 

Sanremo 2016, Marò, Unioni Civili e migranti ma lo share è solo merito di Gabriel Garko

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