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Sanremo 2019 duetti: i preferiti dal pubblico sono Loredana Bertè e Irene Grandi

Scaletta fittissima per la quarta puntata di Sanremo 2019: la serata dedicata ai duetti non ha lasciato molto spazio ai siparietti dei conduttori Baglioni, Bisio, Raffaele e la cosa non sembra aver disturbato il pubblico che anzi, se avesse potuto, ne avrebbe fatto proprio a meno. La reinterpretazione delle ventiquattro canzoni in gara con la partecipazione di artisti estranei alla competizione ha dato modo di ascoltare in chiave diversa i brani della kermesse canora. E oggi, sabato 9 febbraio 2019, ad un passo dal gran finale di stasera, è un po’ tempo di tirare le somme per decretare le preferenze del pubblico.

Sanremo 2019: i duetti preferiti della quarta serata

In testa alla classifica dei duetti più apprezzati c’è senza dubbio la coppia formata da Loredana Bertè e Irene Grandi: d’altra parte due tali artiste rock non potevano che far esplodere il palco con un brano che già nei giorni scorsi aveva convinto il pubblico; dunque la scelta della Bertè di avere Irene Grandi al suo fianco è stata quanto mai azzeccata.  Un po’ imprecisi ma molto coinvolgenti Achille Lauro e Morgan, il primo sdraiato sul piano, il secondo suona contemporaneamente basso e pianoforte, una combinazione perfettamente riuscita. Più raffinati ed eleganti Simone Cristicchi ed Ermal Meta, un ritorno attesissimo quello di Meta a Sanremo che rende Abbi cura di me ancor più gradita. Non hanno deluso le aspettative neanche Daniele Silvestri con Manuel Agnelli e i Negrita con Enrico Ruggeri e Roy Paci, ad esaltare la performance della band toscana. Anche Ghemon in compagnia di Diodato e Calibro 35 riesce a fornire una versione inedita del pezzo. Tra le esibizioni che hanno raccolto il favore del pubblico anche il duetto di The Zen Circus e Brunori SAS e la coppia tutta genovese Ex-Otago Jack Savoretti (anglo-genovese). Risultano ben accoppiati anche Motta e Nada con un arrangiamento che dà alla canzone nuova forza. Fuori gara ma apprezzatissimo Ligabue che coinvolge il pubblico con i suoi successi e rende omaggio a Guccini in un duetto con Baglioni.

Duetti Sanremo 2019: le coppie a metà classifica

Raggiungono una piena sufficienza senza esaltare particolarmente il palco di questo 69° Festival di Sanremo 2019 i duetti composti da Paola Turci e Beppe Fiorello, che tra canto e recitazione portano a casa una buona performance; Irama e Noemi che dà anima e cuore ad una canzone già molto orecchiabile e Arisa insieme a Tony Hadley e i Kataklò: un esemble inaspettato ma molto divertente. Generi simili e unico registro per Mahmood e Guè Pequeno che, sulla stessa lunghezza d’onda, risultano abbastanza armonici ma stilisticamente criticabili. Non aggiungono particolare verve alla performance di Francesco Renga, Bungaro, Eleonora Abbagnato e Friedmann Vogel che anzi distraggono un po’ offuscando il cantante. In soccorso di Briga e Patty Pravo giunge, invece, Giovanni Caccamo a portare un po’di eleganza e pacatezza in un duetto molto, forse troppo, assortito. Un violino (classico per eccellenza) è l’elemento che paradossalmente svecchia il brano de Il volo che, piace sì ma è sempre la stessa musica. Superano la prova ‘duetto’ anche Nek con Neri Marcorè, che rielaborano il testo in tono più intimista e i Boomdabash con Rocco Hunt e i Musici Cantori di Milano che tra rap e reggae svegliano il pubblico dell’Ariston, a tratti intorpidito. Musicalmente perfette ma poco trascinanti Anna Tatangelo e Syria in un duetto al femminile un po’ freddo. Più poetico e toccante il trio composto da Enrico Nigiotti, Paolo Jannacci e Massimo Ottoni con un brano che di per sé tocca cuore e anima. Raggiungono la sufficienza anche Nino D’Angelo e Livio Cori con i Sottotono senza, però, infamia né lode.

Sanremo 2019, gli ultimi: i duetti meno apprezzati

In una kermesse di ventiquattro canzoni, com’è logico, c’è chi, ahimè, è costretto ad occupare le parti basse della classifica. È il caso di Federica Carta e Shade che insieme a Cristina D’Avena non riescono a far decollare un brano non troppo apprezzato in questo Festival ma sicuramente destinato alla fortuna discografica. E neanche Fabrizio Moro è in grado di aggiungere quel qualcosa in più alla performance di Ultimo (gran favorito dell’anno), per quanto il loro duetto si annunciasse tra i migliori. Ultimo, in tutti i sensi, il trio di Amici Einar, Biondo e Sergio Sylvestre.

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