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Sarah Scazzi, avvocato di Cosima rivela: “Innocente, è preoccupata per sua figlia Sabrina”

A otto mesi dalla sentenza con la quale i giudici della Corte d’Assise d’Appello di Taranto avevano confermato in secondo grado la condanna all’ergastolo per Cosima Serrano e Sabrina Misseri, ritenute colpevoli dell’omicidio di Sarah Scazzi, rispettivamente nipote e cugina delle due donne, avvenuto ad Avetrana il 26 agosto 2010, il loro avvocato rompe il silenzio.

Francesco De Jaco, il legale che rappresenta Cosima Serrano, è intervenuto in merito al ricorso in Cassazione, in attesa che il prossimo giugno inizi il processo. “L’ambiente in cui i due primi processi si sono svolti erano inidonei ad essere teatro di questa tristissima vicenda, lo ha detto anche il procuratore generale della Corte di Cassazione. Lui stesso aveva sostenuto la tesi dell’incompatibilità ambientale del processo”, così De Jaco nel suo intervento alla trasmissione “Legge o giustizia”, su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

L’avvocato ha dunque evidenziato i gravi ritardi nelle procedure, e un presunto vizio di fondo che avrebbe irrimediabilmente intaccato il corretto svolgimento dei procedimenti a carico delle due donne: “A tutt’oggi le motivazioni del processo di secondo grado non sono ancora state depositate. I 90 giorni che la Corte d’Assise si era assegnata sono stati ampiamente superati, anche quelli della successiva proroga. Avrebbero dovuto essere notificate un mese e mezzo fa. Noi invece avremo tassativamente 45 giorni per ricorrere in Cassazione, replicando alle motivazioni della Corte d’Assise. Già questo dimostra che questo processo non si doveva svolgere a Taranto”.

A fronte di queste esternazioni, l’avvocato De Jaco ha poi auspicato che il processo in Cassazione possa finalmente svolgersi senza alcun condizionamento: “Noi ci auguriamo che finalmente un giudice terzo possa valutare con più serenità ed equilibrio quello che è successo […] Cosima è abbattuta, è preoccupata per la figlia più che per se stessa. Lei è angustiata perché afferma che per lei la vita è finita, mentre per la figlia non è finita e quindi è un’assurdità che Sabrina sia in carcere nonostante sia innocente. Queste due donne sono in carcere per un processo che i giudici descrivono come d’istinto, un processo basato su un omicidio d’impeto e un omicidio d’impeto non può essere stato commesso da due persone. Cosima e Sabrina non sono molto legate, Sabrina era molto più legata al padre. Cosima aveva una funzione educativa nella famiglia, che era una famiglia matriarcale”.

 

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