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Sarah Scazzi, dalle menzogne di Sabrina alla possibile revisione del processo: UrbanPost intervista Nicodemo Gentile

Omicidio Sarah Scazzi: una sentenza passata in giudicato che però, a oltre nove anni da quei terribili fatti, si è rivestita di attualità anche per via delle recenti dichiarazioni a mezzo stampa fatte dal professor Coppi, celebre principe del Foro nonché difensore di Sabrina Misseri, il quale si è detto convinto della innocenza della sua assistita e della madre Cosima Serrano (che stanno scontando la condanna all’ergastolo nella stessa cella del carcere di Taranto) e “tormentato” dal pensiero che le due donne innocenti siano in carcere.

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Il ricorso presentato dalla difesa in Corte Europea è stato giudicato ‘ammissibile’, ciò rende dunque ottimista il professor Coppi che si è detto fiducioso circa la eventualità di ottenere la revisione del processo. L’iter giudiziario è ancora in corso, ecco dunque che UrbanPost, al fine di fare maggiore chiarezza in merito, nel frattempo ha raccolto l’opinione di un noto ed esperto penalista quale il dottor Nicodemo Gentile, avvocato della famiglia Scazzi che il caso in questione conosce più che bene. Gli abbiamo chiesto cosa pensa dell’atteggiamento assunto da Sabrina Misseri durante e dopo i tre processi che l’hanno condannata, perché Michele Misseri è certamente estraneo alla vicenda omicidiaria e se davvero esiste la concreta possibilità che il caso sia riaperto. Un colloquio molto interessante, così l’avvocato Gentile ha risposto alle nostre domande:

Il caso Scazzi si è ‘riattualizzato’ in relazione alle recenti dichiarazioni del professor Coppi, lei cosa pensa in merito? Esiste davvero la possibilità che la difesa di Sabrina Misseri ottenga la revisione del processo?

“Richiesta legittima, certo. Nel nostro ordinamento la revisione, anche di fronte a sentenze passate in giudicato, è sempre possibile. La notizia secondo me, in negativo, è che l’opinione del professor Coppi, per quanto ovviamente qualificata, è soltanto un’opinione; perché poi questa possibilità di revisione di una persona che legittimamente l’ha difesa e ritiene ancora oggi innocente, non ha sostanza. Perché non ho capito in cosa dovrebbe consistere questa istanza di revisione sotto il profilo tecnico”.

La difesa nel ricorso parla di “processo ingiusto” a Sabrina Misseri 

“Beh, è così generico … Io che l’ho celebrato, che sono stato il primo avvocato a mettere piede sul ‘pianeta Avetrana’ – perché quando sono arrivato io era il 17 settembre 2010 e ancora di avvocati non ce n’erano anche perché il cadavere della piccola Sarah ancora non era stato neanche ritrovato – posso assicurare che Sabrina non ha subìto alcuna ingiustizia. Voglio dire: tre gradi di giudizio, l’ipotesi che il professor Coppi insieme ai suoi colleghi ha cercato di far transitare a processo è stata sonoramente bocciata. Processo ingiusto, beh forse è ingiusto un processo dove i giudici hanno utilizzato 8-9 giorni per fare una motivazione? Io ho 50 anni e non ricordo casi precedenti di questa portata, se si escludono i maxi processi alla criminalità organizzata. Mille e cinquecento pagine abbondanti di motivazioni in primo grado, secondo grado idem, giornate intere in camera di consiglio e millequattrocento pagine di motivazioni. Tutto ciò a un anno di distanza dalla lettura del dispositivo. Poi la Corte Cassazione… Può essere ingiusto un processo che in primo grado ha visto una molteplicità di udienze molte delle quali sono state riservate agli esami delle imputate, di Sabrina? Ci sono state più perizie richieste dai giudici, partendo dall’udienza preliminare. Se questo è un processo ingiusto …”. 

Cosima Serrano in primo grado si è sempre avvalsa della facoltà di non rispondere e solo in Appello ha chiesto di rilasciare dichiarazioni spontanee

“Su questo nulla si può dire. Questa è una scelta tecnicamente legittima che Cosima ha fatto insieme ai suoi importanti legali, però la condanna non è arrivata per il suo silenzio; ha avuto peso tutta una serie di valutazioni di natura logica da parte della Corte. Per quanto riguarda poi tutte le reticenze e le retromarce e le bugie di Sabrina, che invece ha deciso di parlare, purtroppo per lei il suo esame è stato una vera e propria Caporetto, un autogol, perché in quella occasione a mio avviso la Corte ha chiaramente capito che Sabrina non si stava muovendo per consegnare alla Giustizia italiana un contributo sincero, onesto, trasparente nella ricostruzione dei fatti, ma si è trincerata dietro una molteplicità di ‘non ricordo’, ‘forse’, quindi è stata lei che non si è aiutata, come non si è aiutato Michele Misseri. Quindi in questo momento non intravedo, stando così le cose, da quello che ho potuto leggere sui giornali, nuovi elementi indiziari emersi, di natura probatoria, che da soli o valutati congiuntamente con quelli già esistenti possano portare a una diversa dichiarazione di responsabilità rispetto a quei due gradi che hanno detto invece che Sabrina e Cosima sono le autrici dell’omicidio”.

L’avvocato Nicodemo Gentile insieme a Concetta Serrano, mamma di Sarah Scazzi

Il ricorso in Corte Europea è stato, in questa prima fase, giudicato ‘ammissibile’. Ciò fa ben sperare la difesa di Sabrina Misseri

“Ma l’ammissibilità è un vaglio, adesso bisogna vedere cosa dice la Corte Europea. Io, ripeto, quando difendo gli imputati preferisco i processi vincerli in Italia più che sperare sulla Corte Europea … perché ad oggi non mi ricordo di processi riaperti dopo la richiesta di revisione. Vincerli in Corte Europea è molto più difficile. L’ammissibilità è una questione formale, significa solo che ci sono i requisiti per prenderlo in considerazione, ma non vedo quale grosse violazioni avrebbe commesso l’Italia rispetto a quelle che sono le regole dell’ordinamento. I motivi dell’ergastolo a Sabrina e Cosima sono stati motivati in modo monumentale con delle sentenze che resteranno nella storia della Giurisprudenza sia per la quantità ma soprattutto per la qualità dei loro contenuti”. 

Nel frattempo si è aperto il processo Scazzi bis, che vede imputate dodici persone per false attestazioni al pm. Tra loro anche il teste chiave Giovanni Buccolieri nonché detto ‘il sognatore’

“La difesa di Sabrina e Cosima ha fatto tanto affidamento sul momento che riguarda il fioraio Giovanni Buccolieri: le parti giustamente speravano (il teste riferì di avere visto Cosima e Sabrina rincorrere Sarah in strada, afferrarla per i capelli e costringerla a salire in auto e tornare nella villetta di via Deledda, per poi ritrattare la sua deposizione e dire di avere solo sognato quella scena ndr) in quel processo parallelo che si è aperto nei confronti di questa persona per false informazioni al pm (Buccolieri è stato già condannato in primo e secondo grado a 2 anni e 8 mesi e attende il terzo e ultimo grado di giudizio da parte della Corte di Cassazione ndr) nel momento in cui lui ha ritrattato le sue dichiarazioni che inizialmente portavano a vedere Cosima e Sabrina che avevano fatto una sorta di inseguimento nei confronti della ragazzina (Sarah Scazzi ndr) che era uscita da casa e poi con forza portata in macchina e poi di nuovo in casa Misseri. Questa è la ricostruzione ufficiale e da qui è scattato anche il reato di sequestro di persona nei confronti delle due donne; ecco perché poi si è arrivati all’ergastolo, perché è stato riconosciuto il sequestro. Quindi nel momento in cui il fioraio è stato condannato nel primo e secondo grado di giudizio – nel senso che per la giustizia italiana e per giudici diversi da quelli che hanno celebrato il processo di Avetrana, anche il fioraio è responsabile di false informazioni – la verità dei fatti è che lui non si era sognato il succitato inseguimento ma il fatto lui l’ha visto ed il fatto è successo in modo reale. Quindi se questo c’è stato io non capisco quali possano essere gli elementi tali che possano portare la Corte Europea a dire che è stato un processo ingiusto e quindi poter eventualmente riaprire un processo in Italia … Io sono molto fiducioso e non temo un altro processo, assolutamente”.

Il professor Coppi insiste – sebbene smentito da tre sentenze – nel ritenere colpevole del delitto, Michele Misseri. Le chiedo, per tutti i lettori che non conoscono nei dettagli la carte dei processi, qual è stato il primo ed inconfutabile elemento che ha fatto escludere ai giudici la responsabilità omicidiaria del contadino?

“Sicuramente il primo ma non unico elemento è che Michele Misseri – che dovrebbe essere l’assassino ma non lo è nonostante lui asserisca il contrario (l’uomo è infatti imputato per autocalunnia ndr) – è l’unico assassino al mondo che non conosce la dinamica omicidiaria e che non ha fatto mai trovare l’arma del delitto. Lui non sa neanche qual è l’arma del delitto: una volta ha parlato di corda, un’altra volta di una cintura, di un foulard … Poi si aggiungano tanti altri elementi: basta leggere la trascrizione del soliloquio fatto la mattina del giorno in cui fece ritrovare il cadavere di Sarah, e in dialetto, rivolgendosi alla moglie, fa capire tutto chiaramente dicendo ‘quello che vogliono fare, facciano’ …”. 

Le lacrime di Sabrina Misseri a Storie Maledette, intervistata qualche mese fa dalla Leosini, sembravano davvero credibili. Lei come le ha giudicate? In quella intervista non si è mai contraddetta … 

“Quell’intervista … facile sostenerla. Il problema è che lei si è contraddetta nelle aule di giustizia. Io non mi meraviglio perché Sabrina Misseri abbiamo avuto modo di esaminarla per più giorni in udienza, quando chiese lei di essere sentita, e pianse in modo abbondante…”.

Erano lacrime di pentimento secondo lei?

“No no, assolutamente no. Un pianto per la sua condizione, per la difficoltà … Soprattutto secondo me era un pianto difensivo ogni volta che veniva messa con le spalle al muro, all’angolo”.

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