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Sarah Scazzi, la famiglia si oppone a scarcerazione Sabrina: “Sarebbe come ucciderla due volte”

Nei giorni scorsi si è parlato della concreta possibilità che Sabrina Misseri – per via di intoppi burocratici che ad oggi hanno reso ‘non pervenute’ le motivazioni della sentenza d’Appello che ha confermato la condanna all’ergastolo per la ragazza e la madre, Cosima Serrano – venga scarcerata e attenda a piede libero il verdetto della Cassazione.

A tal riguardo il settimanale Giallo ha raccolto la testimonianza dei familiari di Sarah Scazzi, uccisa il 26 agosto 2010 ad Avetrana, nella villetta di via Deledda, per i giudici dalla cugina Sabrina con la complicità della madre, nonché sua zia, Cosima. “Liberare Sabrina sarebbe come uccidere di nuovo Sarah”, queste le parole di Claudio Scazzi, fratello della vittima.

“Tutta la famiglia sta vivendo questa cosa in maniera tremenda e con grande apprensione, dal momento che non riusciamo a darci una spiegazione su quanto stia davvero succedendo” – ha dichiarato il ragazzo al settimanale diretto da Andrea Biavardi – “Da parte mia posso solo dire che non mi sarei mai aspettato di vivere una situazione così assurda e paradossale. Chi ha causato tutto questo dovrebbe mettersi nei nostri panni. Solo così potrebbe capire che cosa significa ‘rischiare’ di incontrare per strada la persona che ha ucciso mia sorella. Vederla libera dopo pochi anni da un reato del genere sarebbe davvero brutto. Mettendosi al mio posto, penso che qualcuno capirebbe l’importanza della certezza della pena”.

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