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Sarah Scazzi processo, Sabrina Misseri affetta da “Ivanite”: news udienza di oggi

Nuova udienza stamani, presso l’aula del tribunale di Taranto, del processo d’appello sull’omicidio di Sarah Scazzi, avvenuto ad Avetrana il 26 agosto 2010. Oggi in aula sarà il giorno della famiglia della 15enne, morta strangolata nella casa di via Deledda, abitazione degli zii, e poi gettata nel pozzo contrada Mosca. Oggi è la volta della famiglia di Sarah, prenderanno parola, infatti, davanti alla Corte d’Appello gli avvocati di parte civile. Nicodemo Gentile, che insieme ai legali Valter Biscotti, Antonio Cozza e Luigi Palmieri difende la famiglia Scazzi, ha parlato per più di due ore ed ha chiesto ai giudici una sentenza che sia espressione di una “giustizia proporzionata alla gravità dei fatti e al comportamento tenuto dalle imputate”.

Durante la scorsa udienza, tenutasi il 12 giugno, il sostituto procuratore generale, Antonella Montanaro, aveva chiesto, nel corso di una intensa requisitoria durata ben 8 ore, la conferma di condanna all’ergastolo inflitta in primo grado a Sabrina Misseri e Cosima Serrano. Il sostituto pg ha ricostruito, confermandone l’assoluta veridicità, l’impianto accusatorio che ha portato alla condanna di Sabrina e Cosima, rispettivamente zia cugina e zia della vittima.

L’omicidio di Sarah Scazzi sarebbe maturato nel suo medesimo contesto familiare, come affermato da Antonella Montanaro, che ha definito Sabrina Misseri “affetta da Ivanite”, legata da amore morboso per Ivano Russo – “lei lo voleva, lui giocava” –  di cui la giovane Sarah sarebbe stata invaghita. Dal dramma personale di Sabrina, non corrisposta da Ivano e gelosa della cuginetta presunta ‘rivale’ in amore, per il pg sarebbe scaturito il movente del delitto.

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