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Save the Children, dati tragici sui bambini italiani: ignoranti, svogliati e sotto la media

Il Rapporto di Save the Children “Illuminiamo il futuro 2030”, che rielabora dati Pisa-Ocse è a dir poco desolante. I dati che indagano la situazione dei nostri minori parlano di una situazione deficitaria declinata su svariati fronti: povertà educativa e povertà economica vanno di pari passo. Primo tasto dolente è la matematica: il 25% dei 15enni è sotto la soglia minima di competenze mentre 1 su 5 è inadeguato nella lettura.

La colpa, però, non sarebbe esclusivamente dei genitori; i servizi scolastici ed extra scolastici lasciano molto a desiderare, per esempio solo il 14% dei bambini tra 0 e 2 anni riesce ad usufruire del nido. Il 68% delle classi della scuola primaria non offre la possibilità di fruire del tempo pieno mentre il 64% dei minori non frequenta attività sportive, ricreative o culturali. Le percentuali negative impennano in regioni del sud come Campania, Sicilia e Calabria. Valerio Neri, Direttore generale di Save the Children, ha asserito: “In Italia una parte troppo ampia degli adolescenti è priva di quelle competenze necessarie per crescere e farsi strada nella vita”.

Nel mirino finiscono proprio le strutture scolastiche, i rilevamenti di Save the Children pongono l’accento sull’inadeguatezza dei servizi scolastici a partire dalla connessione internet. Il dato più sconfortante è senza dubbio quello che indica che il 48% dei minori italiani dai 6 ai 17 anni non ha letto nemmeno un libro nell’ultimo anno, il 55,2% non ha visitato nemmeno un museo e il 45,5% non ha svolto alcuna attività sportiva.

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