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Scultura nuda “donna carota” di Luigi Serafini a EXPO è scandalo: interviene Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi, critico d’arte e opinionista di fama della tv italiana, interviene su facebook commentando la “persephone c.” alias “donna carota”, installazione di Luigi Serafini –artista, architetto e designer italiano, ideatore del Codex Seraphinianus- collocata volutamente dal critico nel padiglione Italia di EXPO. La scultura rappresenta una donna-carota nuda, supina, con i seni e il pube scoperti.

L’opera è stata oggetto di scandalo per il suo nudo esplicito e di attacchi ne ha ricevuti un’infinità, tant’è che si sentenziava sulla sua utilità e sulla sua presunzione nell’essere un’installazione “maschilista”. La consigliera comunale milanese Anita Sonego ha commentato tempo addietro l’opera, affermando che questa “è talmente trashissima, maschilista e pecoreccia che non varrebbe la pena parlarne.“ Sgarbi però sostiene che tale installazione richiami il mito della Kore (la “giovinetta”), conosciuto comunemente come mito di Persephone.

L’opera pare sia un’esortazione alla cultura classica in varie forme: al di là del mito di Persephone, si sostiene addirittura che richiami la crocefissione di cristo: la donna infatti si trova a terra, supina, vincolata dalle stigmate provocate da carote inchiodate sulle mani: richiamo più al tema morte che ad uno dei temi di EXPO,  la vita. Inevitabile quindi la provocazione, o quella che potrebbe  parere una rassegnazione, da parte Sgarbi, il quale su facebook conclude commentando che questo inutile scandalo nasce da “un deficit assoluto di cultura classica in un paese dove ovunque ti giri, trovi una stratificazione, un suggerimento.; Insomma «YouPorn» batte le Metamorfosi di Ovidio 100 a 0»

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