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Scandalo stadio Roma, Raggi a Porta a Porta: «Lo sfogatoio d’Italia, forse perché sono donna?»

Lo scandalo per la costruzione dello stadio della Roma è l’ultima goccia che fa traboccare il vaso. Virginia Raggi, come una pentola a pressione, esplode negli studi Rai, ai microfoni di Bruno Vespa a Porta a Porta. Grande assente della serata, invece, Luigi Di Maio: il vicepremier ha annullato la sua presenza nel salotto di RaiUno. Parlare di ‘sistema Raggi’ «mi ha fatto arrabbiare, è vergognoso e oltraggioso, perché la procura ha detto chiaramente che io non c’entro, peraltro sono stati arrestati altri esponenti di partiti, l’ex assessore di Zingaretti Michele Civita e il vicepresidente del Consiglio regionale Palozzi di Forza Italia e si parla di sistema Raggi».  Lo ha ribadito il sindaco Raggi in merito all’inchiesta sul nuovo stadio della Roma alla trasmissione ‘Porta a Porta’.

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Virginia Raggi sindaco di Roma

“Contro di me solo perché sono donna”, lo sfogo di Virginia Raggi

«Sarà perché sono donna o del M5s ma questo accanimento mediatico deve finire io non sono lo sfogatoio d’Italia». Nella mattinata di ieri la sindaca ha sottolineato che “il Comune, i romani e la società Roma calcio sono la parte lesa” e sottolineato che “la rassegna stampa è vergognosa” perché “i giudici dicono che io non c’entro niente e non c’è un giornale che abbia avuto il coraggio di riportare questa notizia”.“No, non ho parlato di Lanzalone con di Maio, sono 24 ore che leggo cose folli su giornali, ho letto che Di Maio sarebbe stato ieri in Campidoglio: smentiamo questa cosa, non è venuto in Campidoglio», ha aggiunto durante la trasmissione su Raiuno. E ancora, il primo cittadino Virginia Raggi, si è difesa dai continui attacchi: «Io non ho badanti, ogni giorno mi attribuiscono badanti o tutor, le sembra che io abbia bisogno di un badante? Se sono riuscita a resistere due anni alle ondate di fango… Infamandomi e calunniandomi… Cosa che con nessun altro sindaco di Roma si sono permessi di fare, con me lo hanno fatto da quando ero in campagna elettorale”. “Tutti gli uomini che mi ronzano intorno o sono miei amanti o tutor – ha aggiunto – da quando mi sono candidata sarei circondata da qualcuno che o mio amante o mio supporto, forse perché sono una donna, non so se questa immagine piace ai giornalisti”. 

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Virginia Raggi e i rapporti con Parnasi e Lanzalone

Su Lanzalone, Virginia Raggi ha sottolineato: «Io non ho strumenti di ispezione e indagine. Il metodo che abbiamo” ovvero quello in cui “ci basiamo su cv e capacità può portare dei problemi come nel caso Marra”. Ma “non si tratta di fragilità semmai di fragilità di sistema. Ognuno risponde per sé, io non rispondo per altri”. Raggi ha parlato di Lanzalone come di un «professionista che ha portato brillantemente in porto il concordato» in una società di Livorno e che «si era fatto valere sul campo. Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede all’epoca erano del gruppo enti locali, che supportavano i Comuni. Vennero a darci un supporto perché all’indomani dell’arresto di Marra ci fu uno scossone in Consiglio comunale, e ci presentarono Lanzalone quando chiesi di approfondire lo strumento del concordato preventivo in continuità». Mentre su Luca Parnasi, la Raggi a Porta a Porta ha evidenziato: «Ho incontrato Luca Parnasi nella primavera 2017 negli incontri con l’As Roma e Euronova. Che impressione ho avuto? Noi partivamo da posizioni antitetiche: lui per mantenere le cubature, noi per ridurle. I tecnici del comune e i tecnici di Eurnova hanno ripreso il progetto e si è iniziato a ridurre le cubature – ha aggiunto – Luca Lanzalone ci ha aiutato sul fronte della normativa perché il precedente assessore più che dire ‘non si deve fare’ non faceva». 

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