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Scandalo tangenti ad Ischia: nelle intercettazioni spunta il nome di Massimo D’Alema

Sarebbe spuntato il nome di Massimo D’Alema nelle intercettazioni sull’inchiesta che ha portato all’arresto del sindaco di Ischia, Giosi Ferrandino del Pd, nell’ambito dell’inchiesta della procura di Napoli su tangenti pagate per portare metano nei comuni dell’isola campana. Mazzette per un totale di 330 mila euro, l’assunzione del fratello come consulente e un viaggio in Tunisia il prezzo che il colosso delle coop Cpl Concordia avrebbe pagato per corrompere il primo cittadino di Ischia.

Un’inchiesta che al momento vede undici indagati e nove arrestati. E dalle intercettazioni in mano alla Procura, spunterebbe anche il nome di Massimo D’Alema. Francesco Simone, dirigente della Cpl arrestato, citerebbe l’ex premier in una delle sue conversazioni telefoniche, sottolineando “la necessità di investire negli Italiani Europei dove D’Alema sta per diventare Commissario Europeo”. Immediata la replica di D’Alema, che non risulta indagato e prende le distanze dal suo presunto coinvolgimento nella vicenda di cui si vocifera nelle ultime ore: “Rapporto del tutto trasparente, non ho avuto nessun beneficio personale”.

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