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Scie chimiche: smontata la teoria del complotto grazie a uno studio scientifico

Scie chimiche, vaccini che causano l’autismo, nuovo ordine mondiale, sono teorie del complotto che hanno ormai intasato i social network e raccolto molti seguaci caduti nella trappola della disinformazione. Solo su questo fenomeno sono già stati effettuati degli studi, mentre divulgatori scientifici del calibro di Piero Angela hanno da sempre sostenuto una campagna contro le pseudoscienze. Azioni che, comunque, faticano a trovare riscontri: ora è la Scienza stessa a scendere in campo. Tramite uno studio condotto all’Università della California Irvine è stata smontata, una volta per tutte, la teoria delle scie chimiche.

Nessun complotto dunque, questa teoria non ha alcuna base scientifica e si tratta solo di banali fenomeni chimici e fisici. Ad affermarlo, la squadra di ricerca dell’Università della California, con uno studio pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters. Lo studio è stato intitolato ‘Quantificare il consenso degli esperti riguardo all’esistenza di un programma segreto di irrorazione atmosferica su larga scala’ e ha ricevuto le firme di scienziati del calibro di Ken Caldeira, Steven J. Davis, Christine Shearer e Mick West. La ricerca ha coinvolto ben 77 scienziati suddivisi in due gruppi: da un lato i geochimici che hanno lavorato sulla presenza di materie e polveri inquinanti nell’atmosfera, dall’altro lato i chimici specializzati in scie di condensazione. Entrambi i gruppi di scienziati hanno dovuto fare i conti con le affermazioni di chi sosteneva il complotto su scala planetaria legato alle scie chimiche.

Steve J. Davis ha riassunto così la situazione: “Abbiamo sottoposto loro fotografie e report di laboratorio presentati come prove dell’esistenza delle scie chimiche su diversi siti web, chiedendo se la spiegazione più semplice per quello che stavano osservando era l’esistenza di un programma del genere. Oppure, se la risposta era no, quale pensavano fosse la spiegazione più probabile“. I materiali presi in esame riguardavano quattro foto nelle quali erano ritratte presunte scie chimiche e tre analisi di laboratorio su campioni di neve, acqua e particolato. Dei 77 scienziati interpellati, 76 di loro hanno ricondotto il fenomeno a semplici teorie fisiche o chimiche, ritenendo che non esistano prove a sostegno di un complotto su larga scala e che sia una probabilità poco plausibile.

Per quanto concerne l’aumento di determinati elementi nel terreno: sei scienziati hanno nominato l’alluminio, tre il bario e tre lo stronzio. Questi fenomeni sono stati attribuiti a semplici cambiamenti industriali e agricoli o, banalmente, a processi naturali. Sempre secondo Steven J. Davis, l’unico scienziato che ha parlato di un aumento significativo dei livelli di bario atmosferico nel terreno di una zona remota, potrebbe essere anche l’unica voce alla quale i sostenitori delle scie chimiche si aggrappano ancora oggi per confutare le loro improbabili ipotesi.

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