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Sciopero globale delle donne 8 marzo 2017: tutte unite contro la violenza di genere

La Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna ha ospitato, durante il fine settimana scorso, l’assemblea plenaria di Nonunadimeno, un fronte di donne e uomini che si propongono di adoperarsi contro la violenza con un Piano alternativo a quello adottato dal Governo nel 2015, in scadenza nel giugno del 2017, poiché in questo non vengono riconosciute le conoscenze femministe e non attribuisce ai Centri antiviolenza un ruolo politico come a qualsiasi altro del servizio privato sociale. Il Piano femminista riconosce al Governo un ruolo primario delle amministrazioni periferiche nelle strategie di contrasto alla violenza e di quelle di fuoriuscita dalle situazioni di violenza.

Nei due giorni bolognesi milleseicento attivisti si sono seduti attorno a otto tavoli tematici per discutere di: “welfare, migrazione del femminismo, diritto alla salute sessuale e riproduttiva, educazione alle differenze, percorsi di fuoriuscita dalla violenza, sessismo nei movimenti, narrazioni della violenza attraverso i media, piano legislativo e giuridico”. Ognuno, senza limiti di generazione o di provenienza ha potuto contribuire con proposte e idee. Durante i lavori si è parlato di precariato, di povertà, di discriminazione e di violenza non solo domestica, ma anche politica che si manifesta nel venir meno di diritti, di tutele, di interventi di welfare, contando che le donne con il loro lavoro di cura sopperiscano alle politiche sociali sempre più latitanti. Il confronto si è acceso sulla violenza attuata contro i migranti con la costruzione di muri e l’approvazione di leggi per il loro respingimento, infine sulla violenza si perpetuata con lo smantellamento dei consultori che lascia la legge 194 in mano agli obiettori di coscienza.

Già a partire dal 14 febbraio nel giorno della festa degli innamorati è stato lanciato il “Tweet Storm per inquinare l’amore romanico”, per arrivare allo “Sciopero globale produttivo e riproduttivo delle donne” che si terrà l’8 marzo. Si tratta di un evento mondiale lanciato dalle donne argentine, Niunamenos, che non conosce precedenti. All’iniziativa hanno aderito oltre 20 Paesi, sabato scorso è stata raccolta l’adesione anche delle statunitensi che, dopo la storica rivolta della Women’s March contro il neopresidente Usa Donald Trump, non demordono e continuano la loro battaglia.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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