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Scomparsa Luciana Fantato news: marito e figlia convocati (di nuovo) in Procura

Scomparsa Luciana Fantato ultime notizie: la casalinga di 59 anni sparita il 10 novembre 2017 dalla sua casa di Gambolò (Pavia) potrebbe essere stata uccisa. Oramai questa è più che una ipotesi. Il primo ad pensare che sia morta è il marito, Pierino Mercantognini, il quale ha sì ammesso che la donna si è allontana da casa a causa sua, per le continue liti, ma ribadisce di non c’entrare affatto con il suo presunto omicidio o suicidio.

La donna prima di andare via di casa ha lasciato una lettera scritta di suo pugno piena di livore verso di lui. Un messaggio che lascerebbe presagire suoi intenti suicidi ma, nonostante le ricerche nella zona, seppur tardive, il corpo della donna non è stato ritrovato. L’inchiesta per omicidio a carico di ignoti è stata aperta lo scorso giugno, tardi rispetto alla data di scomparsa della casalinga. Nei primi mesi, infatti, si era ipotizzato l’allontanamento volontario. Sentiti a luglio come persone informate sui fatti, il marito e la figlia di Luciana i primi di agosto sono stati nuovamente sentiti in Procura. Luciana litigava spesso col marito, soprattutto a causa della sua mania di accumulo che ha, di fatto, trasformato la sua abitazione in una discarica a cielo aperto. Anche la figlia Marta aveva creato problemi in famiglia, quindi padre e figlia sono fra tutti le persone meglio a conoscenza dei fatti verificatisi in casa prima che Luciana se ne andasse. Non è emerso il motivo per il quale gli inquirenti abbiano sentito l’esigenza di sentire nuovamente Pierino e Marta a così breve distanza di tempo dal primo interrogatorio al termine del quale il Procuratore Giorgio Reposo aveva dichiarato: “Siamo in una fase delicata delle indagini, stiamo collegando diversi elementi raccolti … L’attenzione non è mai calata. Ora stiamo svolgendo ulteriori accertamenti”.

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donna scomparsa a gambolò

La donna aveva infatti riaccolto in casa la figlia Marta e il nipotino dopo luna terribile vicenda del 2014 l’aveva vista coinvolta. Compagna di un sinti, M.B., Marta era stata ‘venduta’ come moglie a un marocchino affinché si sposassero e lui acquisisse la cittadinanza. M.B. aveva poi ucciso il nordafricano perché sospettava che avesse una relazione con la ragazza. L’uomo è stato condannato in Appello a 30 anni di reclusione.

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