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Scomparsa Maria Chindamo: il suicidio del marito e il forte sospetto degli inquirenti

L’imprenditrice agricola calabrese Maria Chindamo scompare misteriosamente la mattina del 6 maggio scorso, a un anno esatto dal suicidio del marito Ferdinando. La procura di Vibo Valentia che si sta occupando delle indagini, finora tiene aperte tutte le piste investigative, eccezion fatta per quella della ‘ndrangheta che sembrerebbe esclusa.

Ad alimentare i dubbi degli inquirenti le modalità del sequestro (ogni indizio farebbe pensare alla premeditazione) e un dettaglio che tutto sembra fuorché una coincidenza: l’aggressione mortale (si indaga infatti per omicidio premeditato e occultamento di cadavere) alla 44enne nel giorno del primo anniversario della morte del marito e il sospetto, sempre più concreto, che quella da battere sia la pista personale, della presunta vendetta dei familiari dell’uomo.

Il medico anestesista Domenico Iannizzi, che conosceva Maria Chindamo e il marito, è stato intervistato dal settimanale Giallo. Ecco cosa ricorda della coppia, come l’ha descritta: “Conoscevo Ferdinando da sempre. Avevo ottimi rapporti sia con lui che con Maria. Erano persone solari, splendide. Avevano una storia da romanzo rosa. Erano molto felici insieme, una di quelle coppie con un legame solido, un rapporto speciale. Poi qualcosa si è rotto e purtroppo Nando non ha accettato la fine della loro relazione”.

>>> SCOMPARSA MARIA CHINDAMO IL PUNTO SULLE INDAGINI

Poi la precisazione volta ad allontanare le indiscrezioni che porterebbero ad un possibile e presunto coinvolgimento dei parenti dell’uomo morto suicida, nonché marito della imprenditrice: “Sono famiglie perbene. Una cosa la posso dire, nessuno di loro due ha nulla a che fare con contesti in cui maturano odio e violenza”.

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