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Scomparsa Maria Chindamo: l’operaio Alexander si licenzia, è l’unico testimone dell’inchiesta

Alexander, l’operaio bulgaro unico testimone presente in azienda al momento della scomparsa di Maria Chindamo, ha deciso di lasciare il lavoro che aveva da due anni presso la proprietà agricola della imprenditrice calabrese scomparsa misteriosamente la mattina del 5 maggio scorso a Nicotera (Vibo Valentia).

Fu l’uomo – che quel giorno aveva un appuntamento di lavoro dopo le 7 con la sua titolare – ad allertare i carabinieri, riferendo di avere trovato l’auto della donna chiusa ma con motore acceso e sporca di sangue sulla portiera, e di non avere visto nessuno nei pressi della proprietà, né di avere udito voci o grida sospette, nonostante la donna sia stata brutalmente aggredita da qualcuno che la stava aspettando e che l’ha trascinata via.

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Alexander, con profondo dispiacere e stupore dei familiari di Maria Chindamo che lo considerano “uno di famiglia”, ha lasciato il lavoro che svolgeva da due anni, senza spiegare il motivo della sua decisione, e si è trasferito a Gioia Tauro per sottoscrivere un nuovo contratto di lavoro. Il motivo di ciò è tuttora un mistero e, come rivelato oggi durante L’estate in diretta, su Rai 1, sarebbe al vaglio degli inquirenti, che al momento non hanno iscritto nessuno nel registro degli indagati per l’omicidio della imprenditrice 44enne madre di tre figli, sequestrata il giorno del primo anniversario del suicidio del marito.

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