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Scomparsa Maria Chindamo news, dubbi sul suo operaio: sa ma non parla per paura?

Uccisa per vendetta, perché ritenuta responsabile del suicidio del marito (avvenuto a un anno esatto dalla sua misteriosa sparizione), che si sarebbe tolto la vita perché incapace di sostenere il peso della separazione voluta dalla donna. Ad oggi, tuttavia, non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati.

Questa la sempre più ferma convinzione degli inquirenti che si stanno occupando della scomparsa di Maria Chindamo, imprenditrice calabrese di 44 anni scomparsa da Laureana di Borrello, in provincia di Reggio Calabria, lo scorso 6 maggio. Quella mattina alle 7 aveva un appuntamento nella sua azienda, a Limbadi, con Alessandro Dimitrov, il suo operaio. Fu lui ad allertare le forze dell’ordine, dicendo di non aver nemmeno incontrato la sua titolare quella mattina, la quale nemmeno fece in tempo a entrare nella sua proprietà perché qualcuno – come le indagini hanno stabilito – la fece scendere dalla sua auto, la aggredì e la portò via proprio di fronte al cancello di ingresso.

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L’operaio sostiene di non aver visto nulla eppure gli inquirenti – lo scrive il settimanale Giallo sul numero di questa settimana – ma stando alle indiscrezioni i magistrati nutrirebbero qualche dubbio sulla attendibilità delle sue dichiarazioni. Possibile che l’uomo abbia avuto un ruolo in questa triste ed angosciante scomparsa? Nessuna traccia compromettente sarebbe stata rinvenuta sui suoi indumenti ma, come scrive il settimanale diretto da Andrea Biavardi, non è escluso che possa aver visto o sentito qualcosa ma non parli per paura, per timore di subire ritorsioni.

 

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