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Scomparso nel Comasco, svolta dopo sei anni: il cadavere era stato murato sotto pavimento

‘Ndrangheta, uomo murato sotto pavimento: arrestato un uomo a Cinisello Balsamo, avrebbe già fatto le prime parziali ammissioni. Una storia raccapricciante, per usare un eufemismo. Il corpo della vittima è stato trovato all’interno di una cantina di uno stabile a Cinisello Balsamo, nel Milanese. Antonio Deiana, di 36 anni, scomparve da Villa Guardia (Como) nel luglio di 6 anni fa, era il fratello di Salvatore, 39 anni, sparito tre anni prima, e il cui cadavere venne trovato solo nel febbraio 2015 ad Oltrona San Mamete. Fu ucciso a coltellate da uomini legati alla ’Ndrangheta, il corpo sepolto in un bosco. I killer si macchiarono anche del delitto di Ernesto Albanese, assassinato a Guanzate nel giugno 2014 e sepolto nel cortile di una villetta. Lì, poche ore dopo, gli assassini festeggiarono con una grigliata.

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antonio deiana murato

Antonio Deiana scomparso nel 2012: ucciso e murato sotto un pavimento

Per il delitto di Antonio Deiana è stato tratto in arresto Luca Sanfilippo, 47enne residente a Cinisello Balsamo. E’ accusato di essere l’autore dell’omicidio del 36enne di cui si persero le tracce il 20 luglio del 2012. L’indiziato, secondo quanto trapela, avrebbe già fatto alcune ammissioni. L’attività investigativa è stata condotta dai poliziotti della Squadra Mobile di Como e Milano;il corpo della vittima sarebbe stato trovato all’interno di una cantina di uno stabile a Cinisello, ricoperto da una colata di cemento. Sarebbe stato ucciso per motivi di droga nell’ambito di un traffico gestito dalla ‘Ndrangheta. Il fratello Salvatore venne massacrato a coltellate tre anni prima e sepolto in un bosco a Guanzate (Como). Il cadavere venne rinvenuto solo dopo la confessione di uno degli assassini.

Antonio Deiana: come gli inquirenti hanno ritrovato il cadavere

Di Antonio Deiana si persero le tracce il 20 luglio 2012, quando uscì dalla sua casa di Villa Guardia a bordo della sua moto. La sorella aveva fatto diversi appelli al programma Chi l’ha visto? ma senza esito, La svolta a sei anni esatti dalla sparizione. L’epilogo di questa brutta storia è il peggiore che si potesse immaginare. Due giorni fa il ritrovamento dei resti di Deiana, murato sotto il pavimento di uno scantinato di una palazzina di via Lanfranco della Pila, a Cinisello. Il responsabile di ciò, Luca Sanfilippo, abitava in quella palazzina. Ora è in carcere a Monza. Ha confessato il delitto e dato indicazioni agli inquirenti permettendo così il rinvenimento del cadavere di Deiana. L’uomo, originario di Caltanissetta, ha ammesso di aver ucciso Deiana a coltellate. Secondo il suo racconto la vittima aveva appuntamento proprio nello scantinato in cui è stato murato: lì, infatti, avrebbe dovuto incontrare una persona per comprare una partita di cocaina. Prima di quell’incontro sarebbe scoppiata una lite tra lui e Sanfilippo, che lo avrebbe ucciso a coltellate. Quindi la decisione di far sparire il cadavere sotto al cemento, in quello scantinato. La vittima venne spogliata e i suoi indumenti affidati a un balordo che li facesse sparire, bruciandoli. Proprio un amico di quel balordo di recente avrebbe informato gli inquirenti di avere aiutato un uomo, anni addietro, a bruciare i vestiti di una vittima di omicidio. L’indagine che è arrivata alla svolta del caso è partita proprio da qui.

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