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Scontri PD-SEL su riforme: c’era una volta la coalizione Italia Bene Comune

Così SEL preclude ogni alleanza futura”, tuona il sottosegretario alla presidenza del consiglio Lotti. “La rottura unilaterale del PD porterà conseguenze”, risponde Vendola. Il rapporto tra i due principali partiti del centro-sinistra italiano sembra in questi giorni ai minimi storici, e quanto sta accadendo al Senato in queste ore ne è la manifestazione.

E pensare che solo a fine 2012 il segretario di Sinistra Ecologia e Libertà partecipava, insieme a Pier Luigi Bersani e proprio a Matteo Renzi, alle primarie per scegliere chi sarebbe stato il candidato-premier della coalizione “Italia Bene Comune”; ed è stato proprio grazie ai voti del partito guidato da Vendola che il PD, pur non raggiungendo la maggioranza dei seggi al Senato, ha conquistato lo spropositato premio garantito dal Porcellum alla Camera. Ed è stato proprio dentro SEL che Bersani è andato a pescare un “nome nuovo” da proporre come Presidente della Camera dei Deputati, quando doveva dare all’opinione pubblica un segnale di cambiamento.

Le cose hanno cominciato però a cambiare quando bisognava eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. La candidatura di Romano Prodi, che avrebbe portato a tutto fuorché a un governo PD-PDL, venne bocciata da 101 (e forse più) franchi tiratori del PD, che provarono tra l’altro a far ricadere le colpe sui grandi elettori di SEL, i quali però si auto-assolsero contando le schede con la scritta “R. Prodi”. Bersani allora, invece di puntare su Stefano Rodotà, nome che in più poteva contare sui voti del Movimento Cinque Stelle, scelse la strada della rielezione di Giorgio Napolitano e dell’accordo con Silvio Berlusconi: il risultato fu il governo Letta. Da qui l’inizio di una distanza aumentata sempre di più.

Riforma renzi

L’elezione di Matteo Renzi a nuovo segretario del PD poteva sembrare l’inizio di un nuovo avvicinamento, ma la scelta di questi dapprima di formare un governo con il Nuovo Centro Destra e poi di promuovere le riforme attualmente in discussione hanno di fatto esasperato nuovamente i contrasti tra i due partiti, come si è visto con gli addii a SEL di Migliore, Di Salvo, Fava e Piazzoni e, appunto, con i seimila emendamenti presentati al fine di fare ostruzionismo e cercare di strappare alcune modifiche al progetto di riforma del Senato proposta dal governo.

E dopo che nella giornata di ieri è saltata ogni mediazione ed è stato approvato l’utilizzo della tecnica del “canguro”, sono arrivate le parole del sottosegretario Lotti e la replica di Vendola, che sanno quasi di una pietra tombale su quella che fu la coalizione “Italia Bene Comune”. Ovviamente non è finita qui: a breve in Parlamento si discuterà anche di Italicum, e SEL avrebbe tutto da guadagnarci nell’abbassare le soglie di sbarramento, al momento troppo alte; senza contare poi quella parte del PD che guarda ancora con interesse al partito di Vendola. Certo è che ad oggi il rapporto tra i due partiti sembra ai minimi storici.

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