in ,

Scontro treni Puglia, il racconto di chi è scampato all’inferno: “Un orrore, pezzi di corpi ovunque”

Quello di oggi, 13 luglio, è il giorno del dolore. Lo strazio dei parenti per il riconoscimento dei cadaveri dei loro cari, morti dilaniati tra le lamiere dei due treni che si sono scontrati frontalmente nel tratto di ferrovia Andria-Corato, e l’incubo di chi da quell’inferno è riuscito a salvarsi e mai potrà dimenticare.

Altrettanto atroci e angoscianti i racconti di chi ricorda quell’incubo tra sangue e cadaveri smembrati, di chi è sopravvissuto ma ha perso i propri affetti. Giuseppina Rutigliani e il marito Matteo Mascoli si sono salvati, ieri erano sul treno per Corato, si stavano recando all’istituto dove è ricoverato il loro figlio disabile per pagare la retta mensile. E ora dall’ospedale raccontano l’orrore che hanno visto con i loro occhi: “Quel rumore, non lo dimenticherò mai” – dice la donna – “E poi il buio, i lamenti. Le grida, tante grida. Riesco ad alzarmi, comincio a camminare, mi accorgo che sotto di me ci sono dei cadaveri. Li pesto, vado avanti. Cerco Matteo, mio marito. Urlo il suo nome, ma lui non mi sente. Poi riesco a trovarlo: è incastrato nelle lamiere. Scavo con le mani, cerco di togliergli di dosso quei pezzi di ferro. Alla fine ci riesco, non so neanche io come, e attraverso un buco del treno lo porto fuori. Restiamo lì, abbracciati. Poi qualcuno ci separa e ci porta in ospedale. L’ho rivisto ora”.

Più atroce, invece, il destino per Marco Cirone, il fidanzato di Jolanda Inchingolo, tra le 23 vittime dello schianto, sua futura moglie. “Dove sei?”, “Ti prego rispondimi, chiamami, dimmelo ancora una volta che mi ami”, scrive lui sul suo Facebook, non capacitandosi della tragedia che lo ha colpito. “Perché mi stai lasciando solo? Dimmi che stai leggendo”, questi alcuni dei messaggi che rivolge a Jolanda, che mai gli risponderà e che ieri, quando è morta, stava sul treno che avrebbe dovuto portarla da lui a Bari.

Enza, l’operatrice del 118 di Corato, racconta all’Ansa del ritrovamento dei corpi senza vita di una madre e della figlia, morte abbracciate: “Quando siamo arrivati c’erano pezzi di corpi ovunque. Ad un certo punto abbiamo visto una donna che era come rannicchiata su se stessa, con le braccia incrociate sul petto. Ci siamo avvicinati e abbiamo capito: tra le braccia stringeva la sua bambina, ha cercato di proteggerla in tutti i modi”, e c’è chi si sforza di dimenticare pur sentendo ancora le urla strazianti di chi era tra le lamiere dopo la terribile collisione dei due mezzi: “Non voglio ricordare, ma non riesco a mandare via tutte le urla”, racconta Monica.

 

Isole della Grecia da vedere questa estate 2016

Grecia: le isole più belle da scoprire durante le vacanze 2016

Vaccinazioni in calo, bimba muore di pertosse, Bologna

Vaccinazioni obbligatorie bambini: anche politica e magistratura scendono in campo