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Scoperta camera di tortura Isis: gli strumenti vergognosi con cui punivano le donne

Sono state diffuse le immagini del centro di polizia religiosa dell’Isis, chiamato comunemente “Hasba”: si tratta di una vera e propria camera di tortura, un luogo dove venivano portati e seviziati tutti coloro che non si erano comportati secondo i rigidi canoni imposti dalla Sharia.

L’Hasba, la polizia integralista islamica in Siria aveva una vera e propria stanza dove torturava chi violava – almeno stando al loro pensiero – le regole della Sharia: dopo l’incursione da parte dei miliziani delle Forze democratiche siriane (Sdf), sono state diffuse le immagini dei mezzi utilizzati per le sevizie. “Le catene per picchiare gli uomini, i tubi per le donne” spiega un miliziano parlando del terrore a cui erano sottoposti tutti gli abitanti Manbij, il villaggio sede del quartier generale del Califfato. Bastava davvero poco per andare contro le leggi imposti dalla Sharia o dal Califfo: nella “camera delle torture” venivano portati gli uomini fumatori e le donne che, anche solo per qualche istante, scostavano il velo dagli occhi per osservare i prezzi delle merci al mercato.

“E’ un’umiliazione totale, un’umiliazione a tutta l’umanità” commenta il miliziano che aggiunge “in queste stanze venivano commesse alcune delle peggiori violazioni contro la gente di Manbij”: in maniera del tutto diversa ma altrettanto efficace, il Califfato era riuscito a creare un vero e proprio clima di terrore che, nonostante la liberazione, peserà ancora per molto tempo agli abitanti di Manbij.

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