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Scozia prepara il Referendum anti Brexit e la grande fuga dalla Gran Bretagna

Il primo ministro della Scozia, Nicola Sturgeon, l’aveva annunciato immediatamente, a poche ore dallo shock Brexit: noi a queste condizioni non ci staremo e ce ne andremo. Gli scozzesi avevano rinunciato all’antico sogno di rendersi indipendenti dal Regno Unito proprio per favorire il progetto unitario europeo; quando gli inglesi hanno scelto di chiudere all’Europa la Scozia è insorta, reclamando a quel punto indipendenza dalla corona al fine nell’UE.

Theresa May, il nuovo premier inglese, è appena finita nell’occhio del ciclone in seguito alle posizioni dure sull’immigrazione e al crollo della Sterlina che ha raggiunto il suo punto più basso degli ultimi 30 anni. Si aggiunge ora lo spettro della fuga dal “Grande Regno che fu” da parte della Scozia: la bozza del Referendum per l’indipendenza sarebbe infatti quasi terminata.

La percezione esterna che ora si ha dell’Inghilterra è radicalmente mutata: tutti temono che Brexit sia l’inizio di un periodo oscuro che la trascinerà nelle sabbie mobili; e quando sei solo nessuno può salvarti: non ti resta che affondare. La Scozia teme questo scenario e intende scongiurarlo legandosi all’Europa, trattando direttamente con il governo centrale in tema di pesca e agricoltura, restando ben stretta al mercato unico. “Siamo su un terreno inesplorato. Nessun paese ha mai lasciato l’Unione Europea e quindi abbiamo carta bianca, c’è la possibilità di essere creativi e guardare a diverse opzioni che permettano di rispettare il voto nelle diverse parti del Regno Unito” ha asserito la Sturgeon aggiungendo perentoria: “Il governo sta usando il referendum della Brexit come una licenza per la xeonofobia. Abbiamo il dovere di opporci ad ogni intolleranza“.

 

 

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