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Scuola: addio al certificato medico obbligatorio per le assenze (tutti i dettagli)

La scuola cambia e vediamo l’ultima novità che sta rimbalzando da un giornale all’altro. Si tratta di una notizia ufficiale, non di una fake news. Vi ricordate il certificato medico obbligatorio dopo cinque giorni di assenza continuativi? Beh, potete dirgli addio. La novità è stata inviata a tutte le segreterie degli istituti italiani: in tempo istantaneo 8 regioni, la cui maggior parte sono del Nord, hanno aderito.

Ad introdurre il certificato medico obbligatorio nel caso di assenza da scuola prolungata era stato il  Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. Era il 1967 e diciamolo pure chiaramente quel foglietto di carta non soltanto era una tutela per la salute, ma era anche una «sorta di spada di Damocle» per quegli studenti che sapevano di non poter superare i cinque giorni di assenza di fila. La novità però nasce dalla volontà di alleggerire il sistema scuola e gli insegnanti stessi. Senza contare che la maggior parte degli istituti comunica ormai attraverso telefonini e computer con le famiglie dei ragazzi segnalando nel giro di poco assenze, eventuali ritardi e voti. Tutto è registrato, non si sfugge. Insomma per tanti quel documento che permetteva di rientrare a scuola non è più necessario, troppo datato. «Questa scelta riduce la burocrazia senza abbassare i livelli della prevenzione», ha affermato Alessio D’Amato, assessore alla Sanità della Regione Lazio, che ha da poco aderito. La prima a dire di si è stata la Liguria, a seguire il Piemonte, la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia e il Trentino-Alto Adige, poi l’Umbria e come dicevamo il Lazio. Basterà la semplice giustificazione. Il ministero della Salute tuttavia contempla un’eccezione: è prevista, infatti, una situazione in cui sarà comunque necessario per gli alunni portare il certificato.  La clausola riguarda tutti quei casi che contemplano misure di profilassi, previste a livello nazionale e internazionale per esigenze di sanità pubblica, come epidemie e malattie infettive.

Chi non è d’accordo sono i pediatri, che attraverso la Federazione italiana dei medici pediatri, anch’essa incerta sul da farsi, ha reso noto di aver la paura più che altro di una maggiore diffusione di un eventuale contagio tra gli studenti. Staremo a vedere.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost e LuxGallery. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva ormai da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 le viene conferito il riconoscimento di "Laureato Eccellente Sapienza" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly" e "SuccedeOggi" e riviste letterarie come "Carte Allineate", "Fillide" ed "Euterpe". Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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