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Scuola, concorso docenti ecco cosa cambia: addio al Fit, 24cfu requisito d’accesso, 4 anni senza mobilità

Dopo la bocciatura ricevuta dalla Commissione Europea, il Governo Conte ha provveduto alla revisione del testo della Legge di Bilancio 2019. La nuova bozza, attualmente al vaglio della Ragioneria dello Stato e del Ministero dell’Economia e della Finanza, presenta delle novità importanti anche per la scuola. Su “Orizzonte Scuola” è stato infatti resa nota la revisione del sistema di reclutamento dei docenti scolastici. Vediamo insieme in cosa consistono queste modificazioni del decreto legislativo del 13 aprile 2017.

Addio al Fit: previsto un solo anno di prova

Come già annunciato nei giorni scorsi addio al Fit, il percorso triennale di formazione degli insegnanti previsto dalla riforma Renzi dopo aver superare un concorso, di cui parleremo a breve. Chi vincerà farà solamente un anno di prova e formazione come supplente, poi sarà assunto in ruolo. Naturalmente è messo in conto che l’anno di prova possa non essere superato e dunque ripetuto. Il docente sarà assunto nella stessa scuola in cui ha svolto questo primo anno formativo e lavorativo e qui dovrà restare per almeno 4 anni, senza poter chiedere mobilità (salvo” il docente sia soprannumerario o possessore di 104!).

Concorso a cattedra: requisiti di accesso e prove previste

Ma come si accede al concorso a cattedra? Basterà la laurea e aver conseguito 24 crediti formativi in discipline antropo – psico – pedagogiche e in metodologie e tecnologie didattiche. Saranno esentati «i soggetti in possesso di abilitazione per altra classe di concorso o per altro grado di istruzione sono esentati dal conseguimento dei CFU e CFA […], fermo restando il possesso del titolo di accesso alla classe di concorso ai sensi della normativa vigente». Posti riservati per i precari storici che «abbiano svolto nel corso degli otto anni scolastici precedenti l’avvio delle procedure concorsuali almeno tre annualità di servizio, anche non successive su posto comune o di sostegno, presso le istituzioni del sistema educativo di istruzione e formazione, di poter partecipare per un numero di posti riservati pari al 10%». Inoltre, i predetti soggetti possono partecipare alle prove senza aver conseguito i 24 CFU, per una tra le classi di concorso per le quali abbiano maturato un servizio di almeno un anno. Nel testo di riforma, si legge poi che il superamento delle prove concorsuali comporta l’abilitazione all’insegnamento per le medesime classi di concorso per le quali si è partecipato. L’altro punto significativo riguarda le modifiche delle prove concorsuali. Le prove scritte saranno due e un orale. Secondo quanto contiene la bozza di Legge di Bilancio di cui Orizzonte Scuola è in possesso, datata lunedì 29 ottobre, le modalità della prova orale potrebbero subire una modifica importante. Obiettivo dell’orale sarà approfondire le conoscenze e competenze dei candidati nelle discipline facenti parte della classe di concorso. Resta in piedi la verifica della conoscenza di una lingua straniera europea almeno di livello B2. Naturalmente verranno poi appurate le competenze didattiche nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Concorso per gli aspiranti insegnanti di sostegno

Per quanto riguarda il sostegno, le prove saranno invece due: uno scritto e un orale. Nella prova scritta l’obiettivo sarà di valutare il grado delle conoscenze e competenze del candidato sulla pedagogia speciale, sulla didattica per l’inclusione scolastica e sulle relative metodologie.

 

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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