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Scuola concorso insegnanti: come cambia il reclutamento docenti con la Legge di Bilancio 2019

La Legge di Bilancio 2019 approvata alla Camera all’inizio di Dicembre, sarà oggi al vaglio del Senato. Un appuntamento che in tanti aspettano, soprattutto gli insegnanti, alla ricerca di un posto nella scuola.

Come già annunciato dal Ministro Bussetti addio al FIT, il percorso triennale di formazione di tre anni. Difatti l’obiettivo è quello di bandire un concorso nazionale in base ai posti disponibili effettivi. Chi vincerà inizierà da subito l’anno di prova come docente. Al termine di quest’ultimo, se la valutazione avrà esito positivo, si verrà assunti direttamente a tempo indeterminato. Se il giudizio sarà negativo, si può ripetere l’anno di prova soltanto una volta. In parole povere del FIT resta in piedi soltanto il terzo anno, quello del tirocinio che comporta l’entrata in ruolo. Ed è questa la principale novità del reclutamento insegnanti, introdotta da disegno della Legge di Bilancio 2019. Il concorso nazionale sarà bandito con cadenza biennale, al quale seguirà un anno di prova come docente. Verrà stilata una graduatoria di merito e proprio secondo quest’ultima i vincitori saranno integrati a scaglioni nella scuola nel corso dei due anni successivi al superamento delle prove concorsuali.

Come si accede al concorso

Chi può partecipare al concorso? Quali sono i requisiti? Potranno parteciparvi coloro che hanno già l’abilitazione per la specifica classe per la quale si intende concorrere e tutti coloro che sono in possesso di una laurea magistrale o a ciclo unico coerente con le classe di concorso per la quale si concorre, unitamente ai 24 crediti formativi nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, già previsti dal DLgs 59 del 2017. Si può concorrere al massimo per due classi di concorso, purché l’una abiliti all’insegnamento di una materia della scuola media e l’altra abiliti alla docenza per una materia della scuola superiore. Per maggiori dettagli bisognerà aspettare il Miur, che nel frattempo ha annunciato che saranno particolarmente valorizzati il titolo di dottore di ricerca, il possesso di abilitazione specifica conseguita attraverso percorsi selettivi di accesso, il superamento delle prove di un precedente concorso ordinario per titoli ed esami nelle specifiche classi di concorso, e il possesso di titoli accademici nell’ambito della pedagogia speciale e didattica dell’inclusione. Il decreto andrà a stabilire anche le regole del concorso, le griglie di valutazione e i criteri per costituire le varie commissioni. 

Concorso scuola 2019: le prove previste

Il concorso si articolerà in tre prove di esame, delle quali due, a carattere nazionale, saranno scritte e poi ci sarà un esame orale. La novità consiste nell’aver previsto che ciascuna prova si intenda superata con il conseguimento di un punteggio minimo di 7/10. A differenza di quanto affermato in origine la prima prova scritta ha l’obiettivo di valutare il grado delle conoscenze e delle competenze del candidato non più una specifica disciplina scelta dall’interessato, ma tutte le discipline afferenti alla classe di concorso. Un’altra novità è che nelle graduatorie ci saranno solo i nomi dei vincitori, non degli idonei. Soppresso anche il concorso per docenti non abilitati, svolto un servizio di almeno tre anni scolastici, anche non continuativi, negli otto anni precedenti all’indizione delle prove, scelta questa che ha suscitato non poco clamore.

Concorso 2018 riservato a docenti abilitati

Per quanto riguarda il concorso riservato a docenti già abilitati, svoltosi nel 2018, viene stabilito che, ai soggetti già avviati al percorso Fit nell’anno scolastico 2018/2019, continuino ad applicarsi le previsioni originarie, in vigore alla data del 31 dicembre 2018, salva la possibilità di ripetere il percorso annuale per una sola volta se il giudizio è negativo. I vincitori del concorso del 2018 che non sono stati ancora avviati al percorso Fit, saranno ammessi al nuovo percorso annuale di formazione e prova per poi essere immessi in ruolo. Riguardo alla fase transitoria, viene confermato quanto attualmente disposto dal DLgs 59/2017.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost e LuxGallery. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva ormai da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 le viene conferito il riconoscimento di "Laureato Eccellente Sapienza" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly" e "SuccedeOggi" e riviste letterarie come "Carte Allineate", "Fillide" ed "Euterpe". Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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