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Scuola, ottiene il ruolo a 35 anni: «Mi dicevano: ‘molla, è troppo difficile, non ce la farai’!»

Non sono pochi i giovani che custodiscono come sogno nel cassetto quello di insegnare. E altrettanti sono quelli che ogni giorno si sentono ripetere: «È impossibile, lascia stare! Cambia strada!». Purtroppo, nel nostro paese, l’istruzione rappresenta però il fanalino di coda e la scuola la Cenerentola dei finanziamenti, così i tanti laureati in Lettere, Matematica, Educazione Fisica, sono costretti a ripiegare su altro, nell’attesa che esca il tanto agognato bando di concorso. Qualche volta però il lieto fine c’è anche nella vita e la storia di Simone Caverni, raccontata su “La Nazione”, ne è la prova. E chissà che non serva a rincuorare i tanti precari…

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Scuola, di ruolo a 35 anni: «Lo dedico a quelle persone che dicevano ‘molla, è troppo difficile, non ce la farai’!»

Simone Caverni si ritiene “fortunato”: non ha ancora 35 anni ed è insegnante di ruolo. In altri paesi, ci teniamo a precisare sarebbe la normalità, da noi invece l’eccezione. Il precario lo ha fatto per nove anni, nemmeno pochi. Per mantenersi non si è fatto mancare nulla: ha alternato la sua cattedra di insegnamento, educazione fisica, a quella di sostegno. Un’opzione che in tanti non si sentono di escludere. Finalmente è arrivata anche per lui la firma per il contratto a tempo indeterminato: «Lo dedico a tutte quelle persone che più di una volta mi hanno detto ‘molla, è troppo difficile, non ce la farai’, oppure ‘dai, farai un’altra cosa’», ha confidato il giovane docente, che è anche allenatore di atletica leggera.

Eterno precario o posto fisso?

«Il vincente è un sognatore che non ha mai smesso di provarci. Io non l’ho mai fatto e ho vinto. Ma per arrivare a ottenere il ruolo lo so solo io e chi mi è stato vicino quanto ho dovuto penare», ha spiegato il professor Simone Caverni, che ha da sempre voluto insegnare. Nell’intervista a “La Nazione” ha raccontato che dopo il diploma di geometra, a soli 19 anni, gli era stato offerto il posto stabile e ben pagato presso un’azienda di bagni e piastrelle: «Non c’ho dormito per una settimana, ma alla fine ho detto no e ho preso la mia strada». Insomma il 35enne non si è lasciato convincere dalle lusinghe del posto fisso e ha studiato affinché potesse realizzare il suo sogno: laurea triennale, poi la magistrale, un master e il concorso, vinto, per accedere al Tfa (Tirocinio formativo attivo), che prevede due anni di formazione, con tanto di prova scritta da superare, un’orale e una tesi da discutere.

«Con il concorso scuola del 2018 finalmente è arrivata la svolta. È stato duro…»

«Con l’abilitazione conseguita nel 2013 ho potuto iniziare a fare i concorsi. In Italia, però, succede spesso che le cose vengano stravolte dai ricorsi e dalle decisioni del Tar. A me è capitato di sostenere il concorso del 2016 con persone non abilitate alle quali il Tar aveva accolto il ricorso. Ebbene, per un cavillo sono stato bocciato, ma con altri colleghi respinti e abilitati abbiamo costituito un comitato per far valere i nostri diritti di docenti precari. Quanti viaggi e ore perse al Ministero e all’ufficio scolastico regionale a protestare per le ingiustizie ricevute e a chiedere una stabilizzazione», ha raccontato Caverni, che a lungo ha fatto parte dei docenti di seconda fascia, vale a dire quelli che ogni anno ricevono un incarico che dura da settembre a giugno (con l’estate senza stipendio), in attesa di una nuova chiamata. Ora però il posto è suo: «Con il concorso del 2018 finalmente è arrivata la svolta. È stato duro: l’ho sostenuto a Cassino in due giorni, dove sono stati accorpati i candidati di cinque regioni. Ma alla fine ho avuto il ruolo. Tornerò all’Enriques di Castelfiorentino, dove fino allo scorso anno insegnavo da precario», ha concluso entusiasta il prof.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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