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Scuola, l’Europa emana una sentenza storica: “l’Italia deve stabilizzare i precari o li risarcisca”

La Corte di Giustizia europea ha stabilito che i contratti a tempo determinato per gli insegnanti italiani non rispettano le norme europee e quindi sono illegittimi. Secondo la sentenza giunta stamattina gli insegnanti che lavorano da almeno trentasei mesi devono essere assunti oppure risarciti.

In Italia gli insegnanti precari che hanno insegnato per più di tre anni sono tra le 250mila e le 300mila unità. Se tutti adissero un tribunale del lavoro italiano, in base a questa sentenza europea che fa giurisprudenza, la loro assunzione dovrebbe essere certa. Mentre coloro che nel frattempo hanno trovato un altro lavoro possono chiedere un risarcimento. Il provvedimento riguarda anche il personale amministrativo (Ata) della scuola italiana e prede, inoltre, un risarcimento per gli scatti d’anzianità che non sono stati riconosciuti. A gennaio secondo la “Buona scuola di Renzi-Giannini” che a gennaio dovrebbe essere mutato in un decreto, è prevista l’assunzione di 148 mila precari, la metà di quelli conteggiati dai sindacati.

Gli eventuali risarcimenti avrebbero sulle finanze dello Stato un peso enorme, infatti sono stati calcolati, dal sindacato Anief, in circa due miliardi. Da aggiungere che l’avvocato Walter Miceli che si occupa del ricorso dal 2012, quando la Cassazione lo bocciò e un tribunale di Napoli chiese chiese, in seguito, parere alla Corte di Lussemburgo, spiega che la sentenza può avere una portata più ampia: “Questa sentenza può essere applicata a tutto il pubblico impiego, chi ha un’anzianità di lavoro superiore ai tre anni non potrà più avere contratti a tempo determinato. L’interpretazione della Corte europea è vincolante per tutti i giudici”

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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