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Scuola, un precario scrive a Sergio Mattarella: “Presidente non firmi la riforma”

I precari della scuola sono in subbuglio, il 23 aprile è in programma un flashmob nelle piazze delle maggiori città italiane, a seguire lo sciopero di alcune sigle sindacali autonome, animato da diverse manifestazioni, inoltre il 24 a Roma un corteo di tutti i precari della scuola sfilerà per le strade della città. La protesta, contro il progetto di riforma della scuola del governo Renzi e del suo ministro Giannini, avrà il suo culmine il 5 maggio con lo sciopero di tutti i lavoratori del settore da Cgil Cisl e Uil.

Il punto della riforma che suscita le maggiori lamentele da parte dei precari è quello che questa, a loro avviso, non offre tutte le garanzie di assunzione. Da una parte i precari del concorso 2012 già considerati “idonei” dal premier, ma che semplicemente hanno passato le prove ed ancora sono in attesa di iniziare a lavorare, dall’altro quelli inseriti nelle graduatorie ad esaurimento, in cui sono comprese la maggior parte dei 150 mila docenti aventi diritto alla cattedra, perché vincitori di altri concorsi. Questa graduatoria invece che eliminata, così come previsto dal Governo, dovrebbe andare ad “esaurimento”.

Un precario palermitano di nome Luigi di 41 anni, concittadino del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, esasperato dalla situazione ha preso carta e penna e ha scritto al Presidente: “Le scrivo perché è in atto un attacco alle basi della nazione, contro la scuola statale, orgoglio italiano sino a qualche decennio fa, adesso alla mercé di un disegno di legge che trasformerebbe uno dei luoghi più preziosi della nostra cultura in limbo senza speranza. Il governo ha presentato un disegno di legge con criticità altissime in ogni suo ambito. Lo ha presentato come rivoluzionario ma agli occhi di tutti sembra solo reazionario”. Luigi ha presentato tutti i punti critici della Riforma, in particolare che non tutti gli iscritti alla graduatorie ad esaurimento (Gae), saranno assunti e dall’1 settembre 2015 quando queste sarebbero eliminate verrebbero esclusi dalla scuola. Alla fine conclude con la richiesta a Mattarella di non concedere la sua firma al disegno di legge: “Lei è la nostra barriera contro la disfatta, Presidente. È l’ultimo baluardo della legge, è l’ultima speranza di poter avere un futuro sereno. Migliaia e migliaia di docenti precari sono nelle sue mani“. Per rispondere a queste proteste il premier Renzi ha annunciato una lettera di chiarimento a tutti docenti italiani, che sarà inviata prima dello sciopreo del 5 maggio.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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