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Scuolabus Padova autista ubriaco con precedenti penali, l’azienda: «Dei dipendenti non si può sapere tutto!»

Una tragedia sfiorata quella avvenuta ieri intorno alle 14 ad Arquà Petrarca, ai piedi dei Colli Euganei. Noncurante che a bordo dello scuolabus ci fossero una ventina di ragazzi di età compresa tra i 6 e i 12 anni, l’autista ha affrontato ad alta velocità una pericolosa curva. Per quel tornante in discesa percorso in maniera avventata il mezzo si è ribaltato su un fianco: per fortuna nessuna vittima, otto i bambini feriti.

Scuolabus rovesciato a Padova: l’incredibile fedina penale dell’autista

Alla guida del pulmino della Saef, una ditta di Padova che dal 2018 ha ottenuto l’appalto per il trasporto scolastico per i comuni della zona, c’era Deniss Panduru, un cinquantunenne di origini romene residente a Rovigo. Ad indignare l’opinione pubblica il fatto che questi fosse già noto alle forze dell’ordine per i suoi problemi con l’alcol. Come riportato da “Il Corriere” nel 2017 all’uomo era stata ritirata la patente proprio perché sorpreso ubriaco al volante con valori di alcol nel sangue 3 volte oltre i limiti. Anche ieri mattina prima di mettersi alla guida aveva bevuto: la conferma è arrivata in serata dai carabinieri delle compagnie di Abano e di Este. Dopo aver provocato l’incidente, Deniss Panduru si è sincerato delle condizioni dei giovani passeggeri, poi è fuggito lasciando sotto choc i giovanissimi alunni.

L’autista ubriaco e con precedenti penali, l’azienda si giustifica: «Dei dipendenti non possiamo sapere tutto!»

L’uomo è stato intercettato lungo una strada statale del Padovano, per poi essere arrestato e portato al carcere di Rovigo. Deniss Panduru è accusato ora dei reati di fuga in caso di incidente con danni alle persone, lesioni personali colpose plurime e guida in stato di ebbrezza. Per fortuna lo schianto non ha causato vittime e alle 19 tutti i bambini erano già a casa con i rispettivi genitori. Non mancano, tuttavia, la rabbia e l’indignazione: come è possibile, infatti, che nessuno dei responsabili dell’azienda di trasporti fosse a conoscenza del fatto che il proprio dipendente avesse avuto già a che fare con la giustizia? Anche perché ad aggravare ancor di più la situazione le parole dei carabinieri che non escludono che Deniss Panduru abbia fatto uso in passato anche di sostanze stupefacenti e l’intervento del sindaco di Arquà Petrarca Luca Callegaro, che ha dichiarato: «Poteva essere una strage, qualcuno ha vegliato su questi ragazzi. Già ad aprile alcuni genitori si erano lamentati per come Panduru conducesse il mezzo. Dicevano che andava troppo veloce e non facesse rispettare l’ordine e la disciplina a bordo». A poche ore dall’incidente l’azienda dei trasporti si è difesa così«C’è un turnover continuo degli autisti che si occupano del servizio perché non si trova personale che guidi questi veicoli. E comunque dei dipendenti non possiamo sapere tutto». Può bastare una giustificazione simile? Considerando la dinamica dell’incidente è difficile crederlo.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi", “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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