in ,

Scuole chiuse a Locri: 800 studenti lasciati fuori, ecco cosa sta succedendo

Torna a far parlare di sé la località di Locri, roccaforte della ‘ndrangheta in provincia di Reggio Calabria. Questa mattina, 800 studenti hanno dovuto rinunciare a frequentare le lezioni. Per loro una brutta sorpresa: sigilli a due degli Istituti più frequentati della città. Si tratta delle scuole l’Istituto Statale d’Arte ‘Panetta’ e l’istituto Professionale Statale per l’Industria e l’Agricoltura (Ipsia). Come riportato dalla collega Alessia Candito per La Repubblica, i due edilizi scolastici sarebbero sprovvisti di qualsiasi documentazione e certificazione che ne attesti l’idoneità all’uso. Motivo per cui il clan Cordì è stato raggiunto, tra Locri e Roma, di ben 15 misure cautelari.

—> Le ultime notizie di cronaca con UrbanPost

Rabbia per il primo cittadino di Locri, Giovanni Calabresi, che ai microfoni di Repubblica evidenzia come il compito, adesso, spetti all’area metropolitana: “Siamo in attesa di avere notizie dalla Provincia”, dicono al Panetta. “È un problema di competenza della Città Metropolitana, devono risolverlo loro.”  Le misure cautelari sono state eseguite nei confronti di imprenditori e pubblici funzionari accusati a vario titolo di truffa aggravata, abuso d’ufficio, frode in pubbliche forniture, aggravati dalle modalità mafiose, per aver favorito il clan Cordì.

—> Tutto sul mondo della ‘ndrangheta

A far chiarezza su quanto accaduto a Locri è il procuratore di Reggio Calabria, Cafiero de Raho. “La costruzione degli edifici risale al 2004-2005 – spiega il procuratore capo della Dda, – Nonostante con vari pretesti sia stato rinviato il deposito della documentazione necessaria, come i certificati di collaudo o di agibilità, la Provincia ha proceduto all’acquisto di un edificio e alla locazione di un altro”Il sequestro eseguito dagli inquirenti ha un valore di 12 milioni di euro. 

Fedez e Chiara Ferragni

Chiara Ferragni Instagram: irriconoscibile sui social

Isola dei Famosi 2017, intervista esclusiva a Samantha De Grenet: “Raz Degan è il vero stratega”