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Se assisti un familiare malato o disabile vivi più a lungo!

Il donarsi allunga la vita! Sembra che sia stata smentita dalla scienza l’idea che chi assiste per parecchio tempo familiari ammalati o disabili, tende a morire prima  perché sottoposto a un maggiore stress psico-fisico.

Ad affermarlo è una ricerca condotta alla Johns Hopkins University, nella quale sono stati seguite (dal 2003 all0 scorso 2012) ben 3.500 persone che assistevano quotidianamente i propri cari ammalati in media per circa 14 ore al giorno. Confrontando tali dati con quelli di persone coetanee “più fortunate” perché non avevano l’incombenza di assistere nessuno, i risultati sono stati a dir poco sorprendenti: durante i 10 anni di indagini, tra i “buon samaritani” c’è stata una percentuale di morti del 7,5%, in tutti gli altri la percentuale è salita al 9%. Per cui coloro che si prendono cura dei propri cari ammalati hanno una percentuale di mortalità inferiore del 18%. Davvero tanto, se si pensa che queste persone hanno maggiori sollecitazioni fisiche ed emotive, appresso alla malattia di coloro di cui si prendono cura.

assistenza ammalati

In realtà, anche quest’ultima affermazione è stata un po’ smentita dalla ricerca. Su 3.500 “buon samaritani” oltre l’80% ha affermato di non accusare un esagerato stress fisico o psicologico. Basta solo farsi l’abitudine ed organizzarsi. Solo 1 su 5 ha lamentato il forte stress a cui andava incontro durante l’assistenza dei propri cari. Soddisfatta di questa indagine è la direttrice di Medicina Geriatrica della Stanford University,  Dolores Gallagher Thompson , i cui risultati hanno messo in evidenza come “le teorie sullo stress dei caregivers sono state in passato esagerate, mentre occuparsi della salute di un familiare può avere benefici per la salute“.

Dello stesso parere è l’autore principale dello studio, David Roth, il quale sottolinea come sia importante far passare il positivo messaggio che “occuparsi di un familiare malato è una buona cosa“.

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